Newsletter n. 15 - 29 aprile 2026«Bandiere rosse e bandiere bianche» 1° maggio 2026
Newsletter Fondazione Donat-Cattin n. 15 – 29 aprile 2026
«Bandiere rosse e bandiere bianche» 1° maggio 2026
«Accanto al purpureo color di sangue che sa di martiri, questo nostro color bianco avrà una sua parola da dire».
– «Il Popolo Nuovo», 1° maggio 1946
Il 1° maggio 1946 non fu soltanto una festa ritrovata. Fu un banco di prova. Dopo vent’anni di rimozione, il lavoro tornava nello spazio pubblico, ma insieme emergeva con chiarezza la distanza tra le attese collettive e la realtà materiale del Paese.
A Torino, davanti alla Camera del Lavoro, decine di migliaia di persone. Bandiere rosse e tricolori, e – pochi ma visibili – i vessilli bianchi dei lavoratori cristiani. A parlare per primo fu Giuseppe Rapelli. Sullo sfondo, il referendum del 2 giugno ormai vicino.
In quelle pagine scriveva anche un giovane Carlo Donat-Cattin, già immerso nelle lotte operaie e nella costruzione di un sindacalismo cattolico dentro l’unità.
È lì che si intravede un passaggio decisivo: la domanda di giustizia che esce dalla piazza e chiede di diventare istituzione, diritto, Costituzione.
Buon 1° maggio. La democrazia italiana nasce anche da qui: da una piazza attraversata da bandiere diverse, da un’unità fragile ma concreta, da una domanda di giustizia che non si accontenta della celebrazione e pretende di tradursi in realtà.