Il convegno propone una riflessione sulle origini e sugli sviluppi dell’Europa sociale, mettendo a confronto le figure di Carlo Donat-Cattin e Jacques Delors.
Generalmente considerato l’artefice della «età dell’oro» dell’Europa sociale, Delors promosse negli anni Ottanta e Novanta un rafforzamento delle politiche di tutela del lavoro e della coesione tra gli Stati membri, attraverso l’istituzionalizzazione del dialogo con le parti sociali e il potenziamento dei Fondi sociali. Le radici di questa stagione affondano tuttavia nel decennio precedente, quando Donat-Cattin, da ministro del Lavoro, sollecitava un rilancio della politica sociale europea fondato su strategie regionali più efficaci e su strumenti adeguati alla regolazione della mobilità dei lavoratori.
Dalla convergenza tra queste due figure, entrambe provenienti dal sindacalismo di ispirazione cristiana e rappresentative dell’area cattolico-sociale nei rispettivi Paesi, emerge una comune visione teorica e politica. Accanto ai protagonisti più noti dell’integrazione europea, il convegno valorizza così il contributo di personalità talvolta meno indagate, interrogandosi sul ruolo del cattolicesimo sociale nell’elaborazione dell’Europa sociale e sulle sue prospettive nel contesto attuale.
A cura della Fondazione Carlo Donat-Cattin, in collaborazione con gli Archivi storici dell’Unione europea di Firenze e con il patrocinio dell’Istituto Jacques Delors.
Il convegno è stato realizzato grazie al contributo concesso dalla Direzione generale Educazione, ricerca e istituti culturali del MIC.