Carlo Donat-Cattin. L’anticonformista della sinistra italiana. Intervista a Sandro Fontana

N. Guiso, Marsilio, Venezia 1999

Sulla figura di Carlo Donat-Cattin è sceso il silenzio dopo la sua morte nel 1991. Per oltre quarant’anni, ispirato da una fede profonda ma non ostentata, è stato un protagonista nel sindacato, in politica e nelle istituzioni. Tra i fondatori della Cisl di Torino si è battuto in difesa della libertà e della dignità di tutti i lavoratori della FIAT. Da leader della «sinistra sociale» della DC anticipò una moderna politica di sinistra, che deve proporsi non solo la conquista del potere e la redistribuzione del reddito nazionale, ma innanzitutto la qualificata espansione dello stesso. Al fianco di Aldo Moro Donat-Cattin si impegnò per il rilancio dell’alleanza tra la DC e i partiti di democrazia laica e socialista, in un quadro di valorizzazione delle scelte atlantiche ed europeiste dell’Italia. Da ministro Donat-Cattin ha lasciato tracce profonde nel testo dello «Statuto del lavoratori», ha contrastato le spinte al gigantismo e alla burocratizzazione dello «stato sociale» e ha lottato per affermare nuovi indirizzi di politica industriale e per lo sviluppo del Mezzogiorno.

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