
Pino Di Salvo non era solo un grande giornalista, un uomo colto e di straordinaria acutezza ma era, soprattutto, una persona speciale.
Saldo nelle sue convinzioni, non si era mai fatto incantare dagli ideologismi. La mitezza dei modi si accompagnava sempre a una grande forza interiore e a un rigore morale non comuni.
L’avevo conosciuto a Roma negli anni in cui lavorava a “Settegiorni”, a casa di mio fratello Paolo a cui era molto legato. Per lui, in occasione del decimo anniversario della morte aveva riservato un bellissimo ricordo (link).
L’avevo ritrovato poi nel momento in cui era partito il progetto pluriennale sulla rivista. Ancora non molto tempo fa mi aveva mandato un testo bellissimo, intitolato L’Officina di Settegiorni, che riprendeva in forma compiuta i suoi interventi alle iniziative di Roma e di Torino.
Settegiorni. Una rivista di frontiera 1967-1974 – Roma, 14 giugno 2023 – Intervento di Pino di Salvo
Settegiorni, Una rivista di frontiera 1967-1974 – Torino. 26 marzo 2024 – Intervento di Pino di Salvo
Anche in occasione degli approfondimenti dedicati al Cinquantesimo anniversario del golpe cileno il contributo di Pino era stato, come sempre, fondamentale (link al video – leggi l’intervista).
Alla sua generosità e alla sua intelligenza la Fondazione deve molto.
A me, come credo a quanti che hanno avuto il privilegio della sua amicizia, mancheranno il suo punto di vista sulle cose del mondo, il suo consiglio, la sua intelligenza, la sua ironia e soprattutto la sua profonda umanità.
Mariapia Donat-Cattin