{"id":9,"date":"2018-03-13T12:22:37","date_gmt":"2018-03-13T11:22:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/?page_id=9"},"modified":"2018-03-22T15:54:26","modified_gmt":"2018-03-22T14:54:26","slug":"biografia-01","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/?page_id=9","title":{"rendered":"Biografia-01"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_single_image image=&#8221;155&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;2\/3&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h2>Carlo Donat-Cattin<br \/>\nLa forza dei principi unita a quella della ragione<\/h2>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;2\/3&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nato da padre torinese (26 giugno 1919 Finale Ligure, Savona) con radici savoiarde e madre ligure, comp\u00ec gli studi a Torino, conseguendo la licenza liceale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-158 alignright\" src=\"http:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/giovane1.jpg\" alt=\"\" width=\"230\" height=\"300\" \/> La sua formazione trov\u00f2 i pi\u00f9 significativi riferimenti nell\u2019influsso paterno e nell\u2019associazionismo cattolico. Il padre, Attilio, era stato parte attiva nel popolarismo torinese, in stretta collaborazione con Sturzo, specie nel settore organizzativo del partito, per ricoprire poi vari incarichi nella dirigenza diocesana dell\u2019Azione Cattolica, Carlo secondo di cinque figli, frequent\u00f2 l\u2019oratorio salesiano della Crocetta, impegnandosi nel contempo nella federazione diocesana della GIAC in contatto con i responsabili delle organizzazioni cattoliche torinesi, tra i quali in particolare Carlo Carretto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Coltiv\u00f2 fin dalla giovinezza un\u2019innata attrazione per il giornalismo, attivit\u00e0 iniziata negli anni \u201930 con la collaborazione a giornali dell\u2019Ac, all\u2019edizione torinese de \u201cL\u2019avvenire d\u2019Italia\u201d e, tra il 1937 e il 1940, come cronista de \u201cL\u2019Italia\u201d, auspice soprattutto Rodolfo Arata che ne accompagn\u00f2 le prime esperienze. Gli anni \u201930 corrisposero anche ad una intensa crescita intellettuale, alimentata sia dalla discreta biblioteca paterna (arricchita delle opere pi\u00f9 significative sulla presenza dei cattolici nella societ\u00e0 italiana, ma aperta altres\u00ec ad una pluralit\u00e0 di contributi culturali, in primis le edizioni gobettiane) sia da vivaci interessi che il giovane Donat-Cattin andava coltivando prevalentemente in campo letterario e filosofico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Settore, quest\u2019ultimo, sviluppato soprattutto nella frequentazione e nel dialogo con il cenacolo domenicano torinese dove, accanto ad alcuni interlocutori privilegiati quali p. Marcolino Daffara e p. Enrico di Rovasenda, avvi\u00f2 anche proficui contatti con Carlo Mazzantini.<br \/>\nFu attraverso questi canali che Donat-Cattin approfond\u00ec la conoscenza delle filosofia francese contemporanea e in particolare il pensiero politico di Maritain e Mounier.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-161 alignleft\" src=\"http:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/giovane2.jpg\" alt=\"\" width=\"230\" height=\"300\" \/>A questi studi affianc\u00f2 anche interessi per l\u2019economia politica, accostata attraverso le opere di Vito, i primi scritti di Fanfani e in genere risentendo di quanto si andava elaborando negli ambienti dell\u2019Universit\u00e0 Cattolica milanese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Iscrittosi nel frattempo alla Facolt\u00e0 di Filosofia presso l\u2019ateneo torinese, non prosegu\u00ec gli studi universitari sia perch\u00e9 sempre pi\u00f9 assorbito dall\u2019attivit\u00e0 giornalistica sia per la chiamata alle armi nel 1940. Ufficiale nel 1942, nello stesso anno si spos\u00f2. I fatti del 25 luglio lo colsero a Montefiascone, ufficiale dei granatieri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rientrato in Piemonte, venne assunto alla Olivetti di Ivrea, dove entr\u00f2 in contatto con la Resistenza della zona del Canavese di cui rappresent\u00f2 la componente democratico-cristiana nel CLN locale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo la guerra riprese l\u2019attivit\u00e0 giornalistica (per altro coltivata anche nel periodo resistenziale con la stampa del foglio clandestino \u201cPer il domani\u201d), dirigendo il settimanale \u201cIl popolo canavesano\u201d e, soprattutto, iniziando la collaborazione a \u201cIl popolo nuovo\u201d, ancora su invito di Arata, redattore capo del giornale diretto da Gioachino Quarello.<br \/>\nGli interventi sul quotidiano della DC torinese, cui si affiancarono collaborazioni a varie altre testate (tra queste il \u201cIl Popolo piemontese\u201d, settimanale che inizialmente diresse, la \u201cDemocrazia\u201d di Malvestiti e ancora, a fine anni \u201940, le dossettiane\u201cCronache sociali\u201d) lo qualificarono soprattutto come redattore<br \/>\nsindacale. Al sindacato Donat-Cattin dedic\u00f2 larga parte del proprio impegno e nel vivace laboratorio torinese del dopoguerra assimil\u00f2 una diretta esperienza dei fondamentali meccanismi dell\u2019evoluzione sociale ed economica italiana insieme ad uno stimolante quanto serrato e rigoroso confronto con contrapposti orientamenti e ideologie.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;2\/6&#8243;][vc_row_inner content_placement=&#8221;top&#8221;][vc_column_inner width=&#8221;1\/3&#8243;][vc_single_image image=&#8221;166&#8243; onclick=&#8221;custom_link&#8221; link=&#8221;http:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/?page_id=9&#8243;][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;2\/3&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h6><a href=\"http:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/?page_id=164\">Ai problemi della gente dedic\u00f2 le energie migliori<\/a><\/h6>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_column][vc_column width=&#8221;2\/6&#8243;][vc_row_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/3&#8243;][vc_single_image image=&#8221;180&#8243; onclick=&#8221;custom_link&#8221; link=&#8221;http:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/?page_id=182&#8243;][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;2\/3&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h6><a href=\"http:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/?page_id=182\">Senso del dovere anche a costo dell\u2019impopolarit\u00e0<\/a><\/h6>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_single_image image=&#8221;155&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;2\/3&#8243;][vc_column_text] Carlo Donat-Cattin La forza dei principi unita a quella della ragione [\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;2\/3&#8243;][vc_column_text] Nato da padre torinese (26 giugno 1919 Finale Ligure, Savona) con radici savoiarde e madre ligure, comp\u00ec gli studi a Torino, conseguendo la licenza liceale. 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