{"id":8996,"date":"2021-04-29T17:10:29","date_gmt":"2021-04-29T15:10:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/?page_id=8996"},"modified":"2021-12-01T11:11:15","modified_gmt":"2021-12-01T10:11:15","slug":"attivita-20-2-3-2-2-2-3-2-3-2-4-2-3-2-2-3-2-5-2-2-3-5-2-2-3-3-2-3-3-2-3-2-2-2-2-2-2-2-2-3-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2-2","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/?page_id=8996","title":{"rendered":"Carlo Donat-Cattin La vita e le idee di un democristiano scomodo 006 1986 l\u2019Italia non fa figli: la denuncia di Donat-Cattin &#8211;  3 dicembre 2021"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_single_image image=&#8221;8592&#8243; img_size=&#8221;full&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][vc_single_image image=&#8221;8588&#8243; img_size=&#8221;300&#215;450&#8243; style=&#8221;vc_box_shadow_3d&#8221;][vc_column_text]Giorgio Aimetti<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/?page_id=8942\"><strong><span style=\"color: #993300;\">Carlo Donat-Cattin<\/span><\/strong><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/?page_id=8942\"><strong><span style=\"color: #993300;\">La vita e le idee di un democristiano scomodo<\/span><\/strong><\/a><\/p>\n<p>Ed. Rubbettino, Soveria Mannelli (CZ) 2021<br \/>\n540 pp.<br \/>\nEan <span class=\"cc-item-value\">9788849868777<\/span>[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;2\/3&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h4><span style=\"color: #993300;\">1986 l\u2019Italia non fa figli: la denuncia di Donat-Cattin<\/span><\/h4>\n<p>[\/vc_column_text][vc_single_image image=&#8221;9350&#8243; img_size=&#8221;full&#8221;][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo gli anni del \u201cbaby boom\u201d, esperti del settore avevano lanciato allarmi su allarmi, si erano avviate ottuse politiche demografiche. Ma gi\u00e0 prima degli anni Ottanta la situazione era drammaticamente cambiata: il Paese era invecchiato, la natalit\u00e0 era diventata tra le pi\u00f9 basse del mondo, gli abitanti tra i pi\u00f9 vecchi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1986, a Saint-Vincent, Donat-Cattin diceva: \u00abQuello che l\u2019Italia ha dato alla storia del mondo non pu\u00f2 farci trovare cancellati, di modo che di qui a due o trecento anni la gente, i ragazzi che vanno a scuola ascolterebbero: \u201cEcco, c\u2019erano i Sumeri nella pianura del Tigri e dell\u2019Eufrate e c\u2019erano gli Italiani tra gli Appennini e le Alpi\u201d. E lo dico con tutta l\u2019anima anche a tanti che sono qui: \u00e8 meglio avere figli, anche se ti fanno sanguinare il cuore. Perch\u00e9 questa \u00e8 la vita, questo il contributo nel sacrificio, nell\u2019amore, nella pena e nella gioia di vivere, che offre la continuit\u00e0 che dobbiamo dare al mondo, ai doni che da Dio abbiamo ricevuto\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Forlani quell\u2019anno era al convegno di Forze nuove e a decenni di distanza si sarebbe ancora commosso ricordando quella frase che rinnovava il dolore di Donat-Cattin per la vicenda del figlio Marco [protagonista del terrorismo degli anni \u201970]. Flaminio Piccoli, il democristiano che aveva combattuto qualche volta insieme, ma il pi\u00f9 delle volte contro il leader di Forze nuove \u00e8 mancato da qualche anno. Anch\u2019egli quel giorno era sul palco di Saint-Vincent e alternativamente batteva le mani e si asciugava gli occhi umidi. [\u2026]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La predica laica di Donat-Cattin gli sarebbe costata la censura dagli oppositori: non sarebbe mancato chi lo avrebbe indicato come nostalgico di politiche demografiche di indirizzo fascista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[\u2026] Gli si era parata dinnanzi l\u2019immagine di un Paese ormai chiuso in s\u00e9 stesso e nelle sue paure, privo di vitalit\u00e0, un popolo destinato al declino e all\u2019invecchiamento di et\u00e0 e di pensiero. Aveva compreso gli straordinari confini del prossimo futuro, con lo scontro fra popolazioni giovani e la vecchia Europa. Capiva la paura che c\u2019era verso chi sarebbe arrivato (fossero i figli, fossero gli immigrati d\u2019oltremare). Ma vedeva nell\u2019Italia un Paese \u201cin scadenza\u201d, destinato a far contare 30 milioni di abitanti entro il 2050, sempre che non venissero dall\u2019estero nuovi italiani destinati a integrare i vuoti nelle fabbriche, nell\u2019agricoltura, negli ospedali, nell\u2019assistenza al cittadino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[\u2026] Il 5 luglio 1988, alla Camera, rispondendo alle mozioni su biogenetica ed aborto, Donat-Cattin si scontrava con durezza con i parlamentari dell\u2019opposizione, tra i quali Violante e Rodot\u00e0: \u00abLe persone che ci giudicano per aver ricordato il valore della presenza del popolo italiano nella storia, della sua etnia e della sua civilizzazione, sono le stesse che si agitano molto per la probabile scomparsa di minoranze etniche, dagli occitani agli abitanti della valle di Gressoney, dagli sloveni della valle dell\u2019Isonzo e del Natisone ai greco albanesi\u00bb. E poco dopo: \u00ab\u00c8 possibile che non si possa dedicare \u2013 senza sentire insultanti paragoni fatti da persone che non so se avevano ancora il biberon in bocca quando noi ci battevamo contro i nazifascisti \u2013 un pensiero doveroso dal punto di vista dello Stato e della Repubblica verso l\u2019avvenire anche demografico del Paese?\u00bb. [\u2026] \u00abNon \u00e8 per ragioni di potenza che noi facciamo presenti i pericoli derivanti dal degrado demografico; non abbiamo nessuna intenzione di far crescere la popolazione italiana per disporre di \u201cotto milioni di baionette\u201d: vogliamo soltanto difendere ed avviare una politica materno infantile volta a mantenere una presenza nel mondo della civilizzazione italiana. Sappiamo [\u2026] che negli spazi vuoti si proiettano non soltanto persone provenienti da mondi colmi di fame (che devono essere in qualche modo accolte), ma anche problemi di convivenza che, nella misura in cui sono graduati, possono essere risolti, mentre, se sono violentemente imposti, presentano maggiori difficolt\u00e0 di soluzione\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per comprendere l\u2019inciso di quella affermazione (\u201cche devono essere in qualche modo accolte\u201d) bisogna andare a quanto aveva detto il 4 aprile di quell\u2019anno al Senato durante il dibattito sulla situazione sanitaria dell\u2019immigrazione. Allora aveva gi\u00e0 spiegato come intendeva affrontare il tema: la voce che dall\u2019estero venissero portate malattie nuove e pericolose circolava gi\u00e0 su alcuni media. Erano affermazioni non controllate, che creavano allarme, ma alla base c\u2019era la necessit\u00e0 di garantire a tutti (anche ai nuovi venuti) un\u2019assistenza sanitaria che avrebbe anche consentito di controllare il fenomeno dell\u2019immigrazione in corso. [\u2026] Diceva Donat-Cattin: \u00abHo presentato in Consiglio dei ministri un disegno di legge non soltanto per estendere, come \u00e8 stato chiesto qui da qualcuno, il diritto all\u2019assistenza ostetrica alle donne di colore provenienti dal terzo mondo [&#8230;] ma anche per estendere a tutti gli immigrati, clandestini e non, l\u2019assistenza prestata dal servizio sanitario nazionale. L\u2019obiezione in ragione della quale tale assistenza non \u00e8 stata ancora attivata \u00e8 che costerebbe 400 miliardi di lire. Per me questa non \u00e8 un\u2019obiezione valida, perch\u00e9 l\u2019assistenza \u00e8 dovuta a qualsiasi uomo o donna si presenti nel nostro territorio in condizione precarie di salute\u00bb.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][vc_single_image image=&#8221;9353&#8243; img_size=&#8221;full&#8221;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][vc_single_image image=&#8221;7051&#8243; img_size=&#8221;full&#8221;][vc_column_text]Societ\u00e0<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/?page_id=7042\"><strong>Culle vuote: perch\u00e9\u00a0non si fanno figli?<br \/>\nQuestione demografica<br \/>\ne prospettive dell\u2019Italia <\/strong><\/a>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_single_image image=&#8221;8592&#8243; img_size=&#8221;full&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][vc_single_image image=&#8221;8588&#8243; img_size=&#8221;300&#215;450&#8243; style=&#8221;vc_box_shadow_3d&#8221;][vc_column_text]Giorgio Aimetti Carlo Donat-Cattin La vita e le idee di un democristiano scomodo Ed. 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