{"id":8986,"date":"2021-04-29T17:10:29","date_gmt":"2021-04-29T15:10:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/?page_id=8986"},"modified":"2021-11-22T09:01:41","modified_gmt":"2021-11-22T08:01:41","slug":"attivita-20-2-3-2-2-2-3-2-3-2-4-2-3-2-2-3-2-5-2-2-3-5-2-2-3-3-2-3-3-2-3-2-2-2-2-2-2-2-2-3-2-2-2-2-2-2-2","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/?page_id=8986","title":{"rendered":"Carlo Donat-Cattin La vita e le idee di un democristiano scomodo 002 Statuto dei lavoratori &#8211;  3 dicembre 2021"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_single_image image=&#8221;8592&#8243; img_size=&#8221;full&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][vc_single_image image=&#8221;8588&#8243; img_size=&#8221;300&#215;450&#8243; style=&#8221;vc_box_shadow_3d&#8221;][vc_column_text]Giorgio Aimetti<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/?page_id=8942\"><strong><span style=\"color: #993300;\">Carlo Donat-Cattin<\/span><\/strong><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/?page_id=8942\"><strong><span style=\"color: #993300;\">La vita e le idee di un democristiano scomodo<\/span><\/strong><\/a><\/p>\n<p>Ed. Rubbettino, Soveria Mannelli (CZ) 2021<br \/>\n540 pp.<br \/>\nEan <span class=\"cc-item-value\">9788849868777<\/span>[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;2\/3&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h4><span style=\"color: #993300;\">1970 &#8211; Donat-Cattin fa approvare lo Statuto dei Lavoratori<\/span><\/h4>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo Statuto dei lavoratori ha ormai pi\u00f9 di mezzo secolo di vita. Figlio della lotta sindacale dell\u2019autunno \u201969 era nato dallo sforzo congiunto di pi\u00f9 protagonisti: Silvio Brodolini, ministro del Lavoro nel 1968 e 1969, Gino Giugni, responsabile con lui dell\u2019ufficio studi del ministero e molti anni dopo anch\u2019egli ministro del Lavoro, e Carlo Donat-Cattin che nel 1969 succedeva a Brodolini, deceduto proprio nei giorni in cui il governo varava il suo disegno di legge. Il provvedimento era destinato a segnare le nuove regole che avrebbero caratterizzato la dialettica tra le parti sociali, garantendo ai dipendenti l\u2019uso dei diritti costituzionali anche all\u2019interno delle fabbriche.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In una fase tanto convulsa, con il ministero del Lavoro che assisteva al via vai di sindacalisti, imprenditori, fotografi, giornalisti, economisti e sociologi, c\u2019era anche stato il tempo per seguire l\u2019evoluzione parlamentare del progetto di legge.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-4879 alignright\" src=\"http:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/slider_rassegna.jpg\" alt=\"\" width=\"399\" height=\"250\" \/>Esso veniva approvato al Senato proprio nei giorni cruciali della trattativa per il rinnovo dei contratti dei metalmeccanici. Avrebbe ricordato in proposito Donat-Cattin: \u00abSenza dubbio lo Statuto non \u00e8 altro che una legge democratica, l\u2019affermazione del pieno diritto dei lavoratori ad essere cittadini italiani in ogni parte del territorio nazionale ed in ogni loro funzione. \u00c8 una legge che d\u00e0 il valore, spesso non riconosciuto, del passaggio notevole che \u00e8 intervenuto, nel pur faticoso arco quasi quindicennale della politica di centro-sinistra nel nostro Paese. A posteriori, credo che questo periodo non abbia eguali nella recente storia italiana come dislocazione del potere sovrano [\u2026]. Noi possiamo dire che, nel quadro della Costituzione repubblicana, i conflitti, gli scontri, le composizioni, tutto quello che caratterizza la lotta democratica, questa dislocazione \u00e8 avvenuta per via democratica. Lo Statuto \u00e8 una legge importante perch\u00e9 fissa alcuni principi che contano anche, anzi soprattutto, nelle fasi di riflusso\u00bb [Intervento di C. Donat-Cattin al convegno Giacomo Brodolini e la politica italiana degli anni \u201960].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il complesso dei miglioramenti economici [durante l\u2019autunno caldo] appariva tutto sommato all\u2019interno della logica tradizionale del rapporto tra datori di lavoro e prestatori d\u2019opera: l\u2019aumento dei consumi, conseguente agli incrementi delle retribuzioni, avrebbe addirittura garantito una maggiore redditivit\u00e0 e migliori profitti. La conflittualit\u00e0 dei mesi successivi ai contratti avrebbe solo in parte vanificato quelle speranze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 che cambiava fortemente i rapporti di forza era invece l\u2019aspetto normativo, che da quel momento avrebbe impedito l\u2019uso delle armi tradizionali del padronato, a cominciare dagli strumenti di pressione a carico dei lavoratori (come i provvedimenti disciplinari, quando non addirittura il licenziamento) utilizzati pi\u00f9 volte nelle precedenti contrattazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[\u2026]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo Statuto che cercava di portare la forza dello Stato (con le sue leggi) nel conflitto sociale era da molti sottovalutato. Molti leaders della contestazione di quegli anni, tanti esponenti della Cisl credevano di poterne fare a meno. Secondo loro, le lotte operaie avrebbero dovuto svilupparsi dalla base, secondo nuove forme che trovassero limite solo nella convenienza e nell\u2019opportunit\u00e0. Le conquiste operaie realizzate in quei giorni sembravano indicare che la forza dei lavoratori era sufficiente a vincere quello scontro. [\u2026]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[Quando Donat-Cattin parlava al Senato] Era il 9 dicembre del 1969, il giorno dopo la firma del contratto con i metalmeccanici dell\u2019Intersind, tre giorni prima della strage di Piazza Fontana, dodici giorni prima della firma del contratto con i metalmeccanici della Confindustria. [\u2026]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ministro del Lavoro interpretava la volont\u00e0 del governo ma anche del Parlamento che doveva esprimersi in merito. Il suo argomentare era ridondante e ricco di enfasi, in linea con il momento storico; un esempio di oratoria istituzionale che va riletto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Diceva: \u00abIl Governo della Repubblica ritiene che sia pi\u00f9 urgente che mai favorire il cambiamento degli equilibri sociali non solo per porre rimedio a squilibri atavici che mortificano il valore dell\u2019uomo e che per primi si volevano sostenere, ma per assicurare un ritmo futuro del cambiamento sociale parallelo al ritmo impresso dal progresso tecnico allo sviluppo economico. Favorire lo sviluppo di cambiamenti sociali che spostino a livelli pi\u00f9 avanzati l\u2019equilibrio generale della societ\u00e0 significa fornire la prova concreta che gli ordinamenti della Repubblica vogliono un progresso sociale e non la conservazione di secolari squilibri. Per queste ragioni il Governo deliberatamente sceglie di intaccare norme, consuetudini e comportamenti che nella sostanza consentivano e consentono l\u2019accrescimento del potere di una parte a danno dell\u2019altra parte\u00bb. [\u2026]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 tardi lo Statuto sarebbe stato ritenuto causa del ripiegamento economico della nostra industria e Donat-Cattin sarebbe stato accusato di essere stato il responsabile di quel prodotto parlamentare. Tuttavia la legge pass\u00f2 al Senato con il voto favorevole della Dc, dei socialisti, dei socialdemocratici, ma anche dei liberali. I comunisti si erano astenuti solo perch\u00e9 reclamavano ulteriori allargamenti dei diritti (come ad esempio l\u2019assemblea politica in fabbrica). [\u2026]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel disegno di legge varato in prima lettura a Palazzo Madama erano cambiati alcuni aspetti del testo preparato da Brodolini e dai suoi collaboratori: aspetti anche importanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Donat-Cattin accettava, per esempio, e si faceva anzi promotore del controverso articolo 18. Nel suo discorso al Senato ricordava: \u00abnel dibattito in Commissione [&#8230;] si \u00e8 stabilito che il licenziamento non si pu\u00f2 in alcun modo vendere\u00bb. [\u2026]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con l\u2019introduzione dell\u2019articolo 18, Donat-Cattin sapeva di essere in presenza di un atto di forza. Il ministro sottolineava per\u00f2 che i tempi a disposizione per approvare il provvedimento a favore dei lavoratori erano ristretti, prevedeva che presto ci sarebbe stata una controffensiva della destra. A Giugni, che, perplesso, gli chiedeva se ritenesse possibile adottare un provvedimento di quel tipo, diceva: \u00abIn questo momento si pu\u00f2 fare tutto\u00bb. [\u2026]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il suo schierarsi per la causa dei subalterni era spontaneo, non da pauperista. Vedeva nei lavoratori la forza organizzata in grado di spostare anche gli equilibri nella societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo, il 18 maggio del 1990, tornato dopo quasi vent\u2019anni al ministero del Lavoro, in un convegno al Cnel affermava: \u00abLo Statuto \u00e8 figlio del suo tempo. Oggi noi viaggiamo verso un periodo nel quale l\u2019antica aspirazione alla stabilit\u00e0 del posto di lavoro, che allora era propria di qualsiasi operaio e impiegato, \u00e8 posta radicalmente in discussione dai modi diversi con i quali si pone la produzione\u00bb. Dal punto di vista economico, la fine degli anni Ottanta erano tempi d\u2019oro, poi sarebbero arrivate le conseguenze di Mani pulite, quindi la crisi del 2008 e quella del 2011-13. E le cose, figlie del suo tempo, sarebbero ancora cambiate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[\u2026] Il voto definitivo era dato nel maggio 1970. Il testo posto all\u2019approvazione [della Camera] era quello del Senato, non c\u2019era tempo per discutere emendamenti. Donat-Cattin nel suo intervento completava il quadro ideale in cui si collocava il provvedimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-1706 alignleft\" src=\"http:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Gazzetta-del-Popolo-Prima-pagina-estratto-15-5-1970-desk.jpg\" alt=\"\" width=\"464\" height=\"192\" \/>C\u2019era stato anche lo spazio alla commozione e al riconoscimento per gli avversari di sempre. Accadeva nel momento in cui il ministro parlava della Fiat e delle \u00abmigliaia di licenziamenti niente affatto disciplinari, nel senso che non erano affatto riconducibili a violazioni di norme disciplinari, ma si trattava di licenziamenti politici, punitivi: insomma vi fu ogni sorta di attacco contro il libero manifestarsi della vita sindacale, al punto che io so che di fronte all\u2019approvazione di questa legge anche alcuni nostri colleghi, come l\u2019onorevole Sulotto, oggi si sentono commossi ricordando questo loro passato, che \u00e8 poi il passato di tanti militanti della Cgil, di tanti militanti della Cisl\u00bb. [\u2026]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo Statuto, avrebbe detto ai deputati, rappresentava \u00abun\u2019affermazione dura e precisa dei diritti dei lavoratori che come cittadini partecipano alla Costituzione di una Repubblica fondata sul lavoro e vogliono che sia riconosciuta la possibilit\u00e0 di organizzazione e di manifestazione dei propri interessi, che essi sanno, autonomamente, inquadrare nel contesto degli interessi nazionali e che, attraverso questo strumento legislativo, vengono sostenuti senza briglia per l\u2019affermazione di queste esigenze e di questi ideali\u00bb.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_single_image image=&#8221;8592&#8243; img_size=&#8221;full&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][vc_single_image image=&#8221;8588&#8243; img_size=&#8221;300&#215;450&#8243; style=&#8221;vc_box_shadow_3d&#8221;][vc_column_text]Giorgio Aimetti Carlo Donat-Cattin La vita e le idee di un democristiano scomodo Ed. Rubbettino, Soveria Mannelli (CZ) 2021 540 pp. Ean 9788849868777[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;2\/3&#8243;][vc_column_text] 1970 &#8211; Donat-Cattin fa approvare lo Statuto dei Lavoratori [\/vc_column_text][vc_column_text] Lo Statuto dei lavoratori ha ormai pi\u00f9 di mezzo secolo di vita. Figlio della lotta [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":11,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/8986"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/11"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=8986"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/8986\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=8986"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}