{"id":6136,"date":"2018-03-13T12:23:29","date_gmt":"2018-03-13T11:23:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/?page_id=6136"},"modified":"2021-01-27T12:37:48","modified_gmt":"2021-01-27T11:37:48","slug":"attivita-20-2-3-2-2-2-3-2-3-2-4-2-3-2-2-3-2-5-2-2-3-2-2-2-2","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/?page_id=6136","title":{"rendered":"Levi di Dante &#8211; Testo"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text el_class=&#8221;titolo-pagina&#8221;]&nbsp;[\/vc_column_text][vc_single_image image=&#8221;6127&#8243; img_size=&#8221;full&#8221;][vc_column_text][\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row css=&#8221;.vc_custom_1587839808432{padding-bottom: 0px !important;}&#8221;][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1585920110662{background-color: #ffffff !important;}&#8221;][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1585920076268{background-color: #ffffff !important;}&#8221;][\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;2\/3&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1587839764720{padding-bottom: 0px !important;}&#8221;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h6><a href=\"http:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/?page_id=6151\">Testo<\/a><\/h6>\n<h6><a href=\"http:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/?page_id=6122\">Audiolettura<\/a><\/h6>\n<h6><\/h6>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;2\/3&#8243;][vc_column_text]<span style=\"color: #993300; font-size: 130%;\"><strong>Proposte di audio-lettura<br \/>\n<\/strong><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: large;\">di Mariapia Donat-Cattin <\/span><\/span>[\/vc_column_text][vc_single_image image=&#8221;6142&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][vc_column_text]<strong>Andrea del Castagno, Dante, Ciclo degli uomini e donne illustri, 1450. Cenacolo dell&#8217;ex convento benedettino di S. Apollonia, Firenze.<\/strong>[\/vc_column_text][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1611639668556{padding-bottom: 10px !important;}&#8221;]<span style=\"color: #993300; font-size: 130%;\"><strong>Il Dante di Levi &#8211; <em>Presentazione<\/em><br \/>\n<\/strong><\/span>[\/vc_column_text][vc_column_text]<div id=\"attachment_6140\" style=\"width: 264px\" class=\"wp-caption alignright\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-6140\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-6140 size-full\" src=\"http:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/image.png\" alt=\"\" width=\"254\" height=\"380\" \/><p id=\"caption-attachment-6140\" class=\"wp-caption-text\"><strong>Prima edizione, 1947, Editore De Silva, Centro Internazionale di Studi &#8220;Primo Levi&#8221;, Polo del 900, Torino<\/strong><\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Scrive Cesare Segre nella Postfazione a una delle tante edizioni di <em>Se questo \u00e8 un uomo<\/em>: &#8220;La zona interna al filo spinato \u00e8 un inferno&#8221; e infernale \u00e8 tutto l\u00ec dentro.<\/strong> &#8220;I barbarici <em>latrati<\/em> dei tedeschi quando comandano&#8221; ricordano l&#8217;orrido latrato di Cerbero, il custode dell&#8217;Inferno. Cos\u00ec come, alla fine del primo capitolo, <em>Il viaggio<\/em>, ci troviamo di fronte a un moderno Caronte: &#8220;Senza sapere come, \u2013 ricorda lo scrittore \u2013 mi trovai caricato su di un autocarro con una trentina di altri [&#8230;]. Eravamo senza scorta? [&#8230;] ci siamo presto accorti che non siamo senza scorta: \u00e8 una strana scorta. \u00c8 un soldato tedesco, irto di armi: non lo vediamo perch\u00e9 \u00e8 buio [&#8230;]. Accende una pila tascabile, e invece di gridare: \u00abGuai a voi, anime prave\u00bb, domanda cortesemente ad uno ad uno, in tedesco e in lingua franca, se abbiamo danaro o orologi da cedergli: tanto dopo non ci servono pi\u00f9. Non \u00e8 un comando, non \u00e8 regolamento questo: si vede bene che \u00e8 un&#8217;iniziativa privata del nostro caronte&#8221;. Continuando potremmo trovare ancora altri riferimenti alla <em>Commedia<\/em>, in particolare all&#8217;<em>Inferno<\/em>, ma noi vogliamo concentrarci sull&#8217;undicesimo capitolo, <em>Il<\/em> <em>canto di Ulisse <\/em>che, come sottolinea Segre, \u00e8 &#8220;tutto dantesco&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Levi viene scelto dal &#8220;Pikolo&#8221;del suo Kommando \u2013 &#8220;il fattorino-scritturale addetto alla pulizia della baracca, alle consegne degli attrezzi del campo, alla lavatura delle gamelle, alla contabilit\u00e0 delle ore di lavoro del Kommando&#8221;\u2013 per il \u00a0trasporto della zuppa. <strong>Si chiama Jean.<\/strong> \u00c8 uno studente alsaziano che, data la sua provenienza, parla perfettamente il francese e il tedesco. I due si erano &#8220;scoperti nella eccezionale occasione di un allarme aereo&#8221; ed erano diventati &#8220;amici&#8221; ma &#8220;il ritmo feroce del Lager&#8221; aveva consentito loro solo di salutarsi di sfuggita.<\/p>\n<div id=\"attachment_6145\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-6145\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-6145\" src=\"http:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/dante-002.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"347\" \/><p id=\"caption-attachment-6145\" class=\"wp-caption-text\"><strong>Ritratto di Dante, part. dell&#8217;affresco in Palazzo dell&#8217;Arte dei Giudici e Notai (Firenze)<\/strong><\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Durante il percorso i due giovani riescono a parlare a lungo senza destare sospetti.<\/strong> Parlano delle loro citt\u00e0, Strasburgo e Torino, delle loro case, delle loro madri, dei loro studi, delle loro letture. A Jean piace l&#8217;Italia, gli piacerebbe imparare l&#8217;italiano e allora Primo pensa che quest&#8217;ora non va sprecata. E mentre passano vicino a loro Limentani, il romano, e Frenkel, la spia, e mentre Pikolo accelera il passo (lui sa come comportarsi: rallentare il passo quando si pu\u00f2, allungarlo quando serve) chiss\u00e0 come e perch\u00e9 gli viene in mente Il canto di Ulisse. Cos\u00ec si mette a recitare quanto si ricorda di quel canto. E anche se gli sfuggono parole, versi, passaggi, trova o meglio &#8220;sente&#8221; quello che non aveva trovato e sentito prima quando lo aveva letto a scuola: &#8220;l&#8217;infinito orizzonte dell&#8217;alto mare aperto, il dovere di essere degni della nobilt\u00e0 umana, le amate montagne, il destino&#8221; [Segre]. Jean \u00e8 attentissimo, avverte che il messaggio lo riguarda, riguarda loro due che &#8220;portano la zuppa sulle spalle&#8221; perch\u00e9 &#8220;riguarda tutti gli uomini in travaglio&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E se questo a noi, che non siamo dei dantisti ma solo degli appassionati lettori della <em>Commedia,<\/em> sembra il commento pi\u00f9 alto del XXVI canto dell&#8217;<em>Inferno<\/em>, proponendone la lettura vogliamo rendere omaggio a Dante e a Levi insieme. E vogliamo anche raccontare la storia di un&#8217;amicizia. Un&#8217;amicizia nata nell&#8217;inferno del Lager che durer\u00e0 nel tempo. Dopo la guerra i due si incontreranno pi\u00f9 di una volta in Italia, a Torino (ma anche di fronte al mare Mediterraneo, il mare di Ulisse) dove viveva Primo Levi e a Strasburgo dove viveva Jean Samuel. E si scriveranno. Parte di questa corrispondenza, tutta in francese, verr\u00e0 riprodotta nel libro-intervista <em>Il m\u2019appelait Pikolo. Un compagnon de Primo Levi raconte<\/em> (Laffont, Paris 2007; trad. it. Frassinelli, Milano 2008).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di Jean, o meglio di Jean in quanto Pikolo, Levi mette in rilievo subito che &#8220;era un Pikolo eccezionale. Era scaltro e fisicamente robusto, e insieme mite e amichevole: pur conducendo con tenacia e coraggio la sua segreta lotta individuale contro il campo e contro la morte, non trascurava di mantenere rapporti umani coi compagni meno privilegiati&#8221;. E, a distanza di anni, il 20 maggio del 1974 nel corso della prima delle tre puntate a lui dedicate dalla trasmissione della <a href=\"https:\/\/www.raiplay.it\/video\/2017\/03\/Primo-Levi-Il-mestiere-di-raccontare-Se-questo-e-un-uomo-ep-1-eee724cf-82f1-494e-9b9a-87f0d55cdf10.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Rai <em>Il mestiere di raccontare<\/em>,<\/a> lo scrittore, in viaggio verso Strasburgo, gli dedicher\u00e0 altre parole bellissime. Dir\u00e0: Jean, a differenza del Pikolo tipo che di solito aveva 17-18 anni, aveva 22-23 anni ed era &#8220;un uomo fatto [&#8230;] che viveva il campo in piena coscienza &#8221; perch\u00e9 &#8220;non si era lasciato bestializzare&#8221; rimanendo &#8220;un uomo vivo &#8220;. <strong>Era persino riuscito a procurarsi un <em>Trattato di calcolo integrale<\/em> e aveva avuto &#8220;l&#8217;eroismo di studiarselo&#8221;.<\/strong> Proprio questo, il fatto che la sera, prima del silenzio, dentro il &#8220;fracasso&#8221; della &#8220;bolgia&#8221; infernale della baracca Jean riuscisse a &#8220;sequestrarsi nel suo mezzo letto&#8221; e a studiare, lo aveva colpito moltissimo. Perch\u00e9 lo aveva sentito simile a s\u00e9 nella ricerca disperata e tenace di non perdersi, di ritrovare quello che erano stati prima del campo. Cos\u00ec gli aveva chiesto di insegnargli il tedesco e gli aveva offerto di insegnargli l&#8217;italiano. Da l\u00ec era nato <em>Il canto di Ulisse<\/em>.<strong> Ma non solo. Quella scelta, allora forse non del tutto consapevole, si era reso conto ripensandoci, era stata dettata dall&#8217;impulso profondo di &#8220;scagliare se stessi al di l\u00e0 di una barriera&#8221; proprio come aveva fatto Ulisse attraversando le colonne D&#8217;Ercole.<\/strong> E da l\u00ec era venuta la scoperta del senso profondo dei versi di Dante, sentendoli come scritti per loro due e per tutti gli uomini in travaglio che a tutti i costi lottano per rimanere uomini.<\/p>\n<div id=\"attachment_6147\" style=\"width: 810px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-6147\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-6147\" src=\"http:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/promessi-sposi.png\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"600\" \/><p id=\"caption-attachment-6147\" class=\"wp-caption-text\"><strong>Domenico di Michelino, Dante e il suo poema, 1465. Affresco nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore, Firenze<\/strong><\/p><\/div>\n<p>&nbsp;[\/vc_column_text][vc_empty_space][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;2\/3&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;2\/3&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text el_class=&#8221;titolo-pagina&#8221;]&nbsp;[\/vc_column_text][vc_single_image image=&#8221;6127&#8243; img_size=&#8221;full&#8221;][vc_column_text][\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row css=&#8221;.vc_custom_1587839808432{padding-bottom: 0px !important;}&#8221;][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1585920110662{background-color: #ffffff !important;}&#8221;][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1585920076268{background-color: #ffffff !important;}&#8221;][\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;2\/3&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1587839764720{padding-bottom: 0px !important;}&#8221;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][vc_column_text] Testo Audiolettura [\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;2\/3&#8243;][vc_column_text]Proposte di audio-lettura di Mariapia Donat-Cattin [\/vc_column_text][vc_single_image image=&#8221;6142&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; alignment=&#8221;center&#8221;][vc_column_text]Andrea del Castagno, Dante, Ciclo degli uomini e donne illustri, 1450. 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