{"id":4310,"date":"2018-03-13T12:23:29","date_gmt":"2018-03-13T11:23:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/?page_id=4310"},"modified":"2020-05-11T23:32:13","modified_gmt":"2020-05-11T21:32:13","slug":"attivita-19-2-2-2-3","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/?page_id=4310","title":{"rendered":"Intervista a Alessandro Svaluto Ferro 20-04-2020"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text el_class=&#8221;titolo-pagina-long&#8221;]<\/p>\n<h2><\/h2>\n<p>[\/vc_column_text][vc_single_image image=&#8221;4197&#8243; img_size=&#8221;full&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1588098647748{padding-bottom: 10px !important;}&#8221;]<strong><a href=\"http:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/?page_id=4349\">Idee per la ripresa<br \/>\ndi Torino<br \/>\ne del Piemonte<\/a><\/strong>[\/vc_column_text][vc_single_image image=&#8221;4647&#8243; onclick=&#8221;custom_link&#8221; link=&#8221;http:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/?page_id=4638&#8243;][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1589232723751{padding-bottom: 10px !important;}&#8221;]<strong><a href=\"http:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/?page_id=4638\">Domande<br \/>\na Giovanni Fracasso<\/a><\/strong>[\/vc_column_text][vc_single_image image=&#8221;4153&#8243; onclick=&#8221;custom_link&#8221; link=&#8221;http:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/?page_id=4152&#8243;][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1588098750156{padding-bottom: 10px !important;}&#8221;]<strong><a href=\"http:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/?page_id=4152\">Domande<br \/>\na Enrico Salza<\/a><\/strong>[\/vc_column_text][vc_single_image image=&#8221;4354&#8243; onclick=&#8221;custom_link&#8221; link=&#8221;http:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/?page_id=4162&#8243;][vc_column_text]<strong><a href=\"http:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/?page_id=4162\">Domande<br \/>\na Giovanni Zanetti<\/a><\/strong>[\/vc_column_text][vc_single_image image=&#8221;4230&#8243; onclick=&#8221;custom_link&#8221; link=&#8221;http:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/?page_id=4144&#8243;][vc_column_text]<strong><a href=\"http:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/?page_id=4144\">Domande<br \/>\na Giovanni Quaglia<\/a><\/strong>[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;2\/3&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h2><span style=\"color: #993300;\">Idee per la ripresa di Torino e del Piemonte<\/span><\/h2>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<h1 style=\"text-align: justify;\">L\u2019emergenza sanitaria coglie la nostra Regione e il suo capoluogo in una fase difficile della loro storia. I profondi cambiamenti della struttura produttiva, e in particolare di quella industriale, pongono il problema di individuare una nuova prospettiva, che richiede idee e risorse straordinarie. Molti ne stanno discutendo, nelle sedi accademiche, dell\u2019informazione, delle forze sociali e della cultura. Anche la Fondazione Carlo Donat-Cattin avvia un forum di discussione sui temi del futuro economico e sociale di Torino e del Piemonte. Per cominciare abbiamo posto tre domande ad economisti, imprenditori, amministratori e dirigenti politici e sindacali. Pubblicheremo le loro risposte e proseguiremo allargando la rassegna di opinioni con interviste, articoli e segnalazioni.<\/h1>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<h1 style=\"text-align: justify;\">Alessandro Svaluto Ferro<img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-4311\" src=\"http:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Alessandro-Svaluto-Ferro.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"133\" \/><\/h1>\n<p>Direttore Ufficio Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi di Torino[\/vc_column_text][vc_column_text]&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #333333;\"><strong>Domande ad Alessandro Svaluto Ferro<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quali emergenze esistono in Piemonte e quali i settori che richiedono interventi rapidi e straordinari?<br \/>\n<\/strong>Dopo la conclusione della fase emergenziale della pandemia, si sente spesso dire che nulla sar\u00e0 come prima. In parte \u00e8 vero. Spetta a tutti, istituzioni pubbliche, privato-sociale, associazioni, organizzazioni del terzo settore e think tank capire come saremo. Non sar\u00e0 un virus a cambiarci se non siamo noi a desiderare per primi un profondo cambiamento e renderlo di conseguenza operativo. E soprattutto le trasformazioni e le transizioni vanno governate e accompagnate, altrimenti per alcuni saranno una benedizione e per altri saranno una disgrazia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ritengo che dal punto di vista economico vedremo acutizzarsi alcuni dei fenomeni e dei trend gi\u00e0 presenti prima dello scatenarsi dell\u2019emergenza sanitaria.<br \/>\nVedremo infatti un effetto polarizzazione svilupparsi all\u2019interno del sistema economico e del mercato del lavoro. Provo a spiegarmi. Quelle imprese (anche micro e piccole) che erano inserite in filiere produttive globali, altamente innovative (non solo tecnologicamente parlando) potranno ragionevolmente immaginare di ripartire, nonostante le difficolt\u00e0 di liquidit\u00e0 e credito. Le altre viceversa corrono il rischio concreto di sparire.<br \/>\nPertanto un primo campo importante d\u2019intervento \u00e8 quello di sostenere le imprese: attraverso la liquidit\u00e0 necessaria per pagare spese, costi fissi e fornitori, ma sar\u00e0 fondamentale accompagnarle nei processi di rivisitazione organizzativa per poter essere sempre pi\u00f9 aperte all\u2019innovazione, alla responsabilit\u00e0 sociale e alla connessione con il territorio in cui sono insediate.<br \/>\nSenza impresa infatti non vi \u00e8 lavoro, sar\u00e0 importante quindi ridurre al minimo l\u2019impatto negativo che avr\u00e0 questa crisi nata in ambito sanitario, ma che si sta gi\u00e0 manifestando per la sua natura multiforme: sociale, economica e se vogliamo antropologica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo per\u00f2 una grande occasione di fronte a noi: rimettere in discussione il nostro paradigma socio-economico che, come spesso denunciato dal magistero di Papa Francesco, si basa sulla cultura dello scarto e dell\u2019abuso delle risorse a nostra disposizione. Le crisi infatti portano con s\u00e9 sempre elementi di pericolo, come stiamo sperimentando sulla nostra pelle (per quanto riguarda la salute nostra e dei nostri cari), e che dobbiamo prontamente superare. Ma insieme ai pericoli si celano le opportunit\u00e0: abbiamo la grande occasione di rendere la nostra economia pi\u00f9 civile, a misura d\u2019ogni uomo e donna, rispettosa dell\u2019ambiente che viviamo e attenti a non erodere le risorse a disposizione delle giovani generazioni. Varrebbe la pena riprender seriamente in mano l\u2019enciclica Laudato Si\u2019 di Papa Francesco e rendere operativa quell\u2019ecologia integrale che viene proposta come paradigma nuovo per abitare questo nostro tempo.<br \/>\nSi tratta di una grande sfida culturale che dovrebbe stare a monte di ogni tipo d\u2019intervento che si inserir\u00e0 nella fase della ricostruzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In terza battuta un\u2019attenzione specifica dovr\u00e0 essere data al lavoro. Anche qui potremmo rendere operative molte delle trasformazioni che erano gi\u00e0 ampiamente visibili nel pre-pandemia e renderle un\u2019opportunit\u00e0 per tutti. Infatti l\u2019effetto polarizzazione, la grande divisione tra insider e outsider, rischia di amplificarsi ulteriormente se non accompagniamo seriamente e concretamente i cambiamenti che si stanno gi\u00e0 facendo strada. Sar\u00e0 pertanto importante non lasciare indietro nessuno, prestare molta attenzione alla grande moltitudine di disoccupati che in una prima lunga fase si verranno a creare. Per tale motivo dovremmo nuovamente cambiare i nostri approcci e andare sempre pi\u00f9 verso misure meno standardizzate possibili, mescolando politiche per il lavoro, con quelle per il welfare e per l\u2019istruzione. Lavoro, educazione e inclusione sociale dovrebbero essere campi d\u2019intervento che s\u2019intrecciano per garantire la piena autonomia delle persone.<br \/>\nPer Torino e Piemonte credo si possano immaginare tre campi d\u2019intervento dal punto di vista degli investimenti e delle filiere economiche: la manifattura digitale e di qualit\u00e0 (nostra eccellenza da sempre, con la presenza di comparti industriali competitivi); un\u2019economia dei servizi da potenziare e rivedere (i ritardi evidenziati dai diversi studi in materia sono conosciuti), al cui interno vi \u00e8 il lavoro di cura.<br \/>\nIn ultima battura mi permetto ancora un\u2019osservazione metodologica.<br \/>\nBisogna prestare attenzione alle narrazioni che propongono pericolose semplificazioni, contrapponendo pubblico e privato. Oggi abbiamo sempre pi\u00f9 bisogno di concertare e integrare interventi pubblici e privati per far ripartire la nostra societ\u00e0: governance miste sono sempre pi\u00f9 necessarie e possibili nostalgie (di cui spesso sentiamo parlare) sono dannose.<br \/>\nAltrettanto rischiosa \u00e8 la frattura tra centro e periferia: interventi uniformi e direzionati dall\u2019alto verso il basso sono controproducenti. La catena di comando, come giustamente richiamato, deve essere chiara e trasparente, ma non presume il neo-centralismo: ripartire dalle risorse locali \u00e8 pertanto un obbligo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Come recuperare finanziamenti per questi settori da governo, Regione e banche?<\/strong><br \/>\nMi riaggancio alle osservazioni metodologiche con cui ho concluso il primo interrogativo. Gli interventi governativi nazionali, per quanto importanti e straordinari, non potranno mai coprire il ventaglio di bisogni e richieste di cittadini e imprese. Il decreto liquidit\u00e0 che desidera giustamente sostenere le imprese \u00e8 solo una parte della risoluzione del problema.<br \/>\nOltre all\u2019intervento pubblico statale credo che bisogner\u00e0 attivare una serie di canali: da quello strategico europeo (finanziamenti europei che spesso rimangono inattivi) al livello regionale.<br \/>\nMa dobbiamo essere consapevoli di un secondo elemento. Non correre il rischio di addossare al pubblico la responsabilit\u00e0 di far ripartire il Paese e l\u2019economia. Il pubblico deve sostenere l\u2019iniziativa privata in campo economico, ma questa deve essere sostenuta anche da finanziamenti privati. Credo infatti che il settore del credito possa riscoprire il suo primo e originario compito (oltre quello di permettere il risparmio dei correntisti): finanziare le attivit\u00e0 produttive. Le banche possono svolgere quindi un ruolo essenziale in questa delicatissima fase per il nostro sistema nazionale e locale.<br \/>\nE sar\u00e0 decisiva anche la dinamica tempo: rapidit\u00e0 perch\u00e9 le imprese oggi vanno letteralmente salvate, snellendo la solita troppa burocrazia che abita la nostra organizzazione amministrativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Interventi per le fasce pi\u00f9 deboli della popolazione come per i, giovani che non trovano lavoro?<\/strong><br \/>\nLa situazione delle fasce deboli gi\u00e0 presenti nelle nostre realt\u00e0 prima dello scoppio della pandemia si far\u00e0 ancor pi\u00f9 drammatica. Ma altrettanto pericoloso sar\u00e0 l\u2019allargarsi di questa fascia, che rischia di prendere con s\u00e9 parte del cosiddetto ceto medio, messo gi\u00e0 alla dura prova da una crisi decennale da cui, almeno l\u2019Italia, non \u00e8 mai realmente e totalmente uscita. Per tale ragione prima citavo le politiche per il welfare: strumenti innovativi a guida pubblico-privata che permettano alle persone di non perdere il terreno dell\u2019inclusione sociale. Interventi che mirino da un lato a promuovere la strategia dell\u2019investimento sociale e dall\u2019altro quella della protezione. Le politiche per lo sviluppo e il rilancio dell\u2019economia sono quindi da connettere fortemente con quelle sociali.<br \/>\nI giovani, anch\u2019essi, non godevano di grande attenzione da parte dei legislatori. Anzi nel corso degli ultimi decenni, una serie di provvedimenti (anche in buona fede) hanno visto erodere le possibilit\u00e0 di inclusione (soprattutto lavorativa) dei giovani stessi.<br \/>\nIl dramma che inoltre stanno vivendo in questa fase d\u2019istruzione emergenziale (con la transizione rapida e immediata alle lezioni a distanza e con il pericolo concreto di un ritorno in presenza solo a settembre) toccher\u00e0 le loro opportunit\u00e0 future perch\u00e9, oltre gli annunci propagandistici, dobbiamo dirci la verit\u00e0: nonostante l\u2019impegno profuso dalla stragrande maggioranza dei docenti, il modificarsi cos\u00ec drastico della didattica andr\u00e0 a discapito di queste generazioni. La promozione dei giovani attraverso il fattore educativo sar\u00e0 quindi un\u2019attenzione centrale da non perdere di vista. Solo cos\u00ec si potr\u00e0 pensare di non rubare futuro e opportunit\u00e0 alle giovani generazioni, tema ancora troppo sottovalutato.[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text el_class=&#8221;titolo-pagina-long&#8221;] [\/vc_column_text][vc_single_image image=&#8221;4197&#8243; img_size=&#8221;full&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1588098647748{padding-bottom: 10px !important;}&#8221;]Idee per la ripresa di Torino e del Piemonte[\/vc_column_text][vc_single_image image=&#8221;4647&#8243; onclick=&#8221;custom_link&#8221; link=&#8221;http:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/?page_id=4638&#8243;][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1589232723751{padding-bottom: 10px !important;}&#8221;]Domande a Giovanni Fracasso[\/vc_column_text][vc_single_image image=&#8221;4153&#8243; onclick=&#8221;custom_link&#8221; link=&#8221;http:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/?page_id=4152&#8243;][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1588098750156{padding-bottom: 10px !important;}&#8221;]Domande a Enrico Salza[\/vc_column_text][vc_single_image image=&#8221;4354&#8243; onclick=&#8221;custom_link&#8221; link=&#8221;http:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/?page_id=4162&#8243;][vc_column_text]Domande a Giovanni Zanetti[\/vc_column_text][vc_single_image image=&#8221;4230&#8243; onclick=&#8221;custom_link&#8221; link=&#8221;http:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/?page_id=4144&#8243;][vc_column_text]Domande a Giovanni Quaglia[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;2\/3&#8243;][vc_column_text] Idee per la ripresa di Torino e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":11,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/4310"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/11"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4310"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/4310\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4310"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}