{"id":4289,"date":"2018-03-13T12:23:29","date_gmt":"2018-03-13T11:23:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/?page_id=4289"},"modified":"2021-05-19T06:49:19","modified_gmt":"2021-05-19T04:49:19","slug":"attivita-20-2-3-2-2-2-3-2-3-2-4-2-3-2-2-3-2-5-2-2-3-2","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/?page_id=4289","title":{"rendered":"Tucidide &#8211; La peste di Atene &#8211; 20 aprile 2020"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text el_class=&#8221;titolo-pagina&#8221;]<\/p>\n<h2><span style=\"color: #ffffff;\">La peste<br \/>\ndi Atene<br \/>\n<\/span><\/h2>\n<p>[\/vc_column_text][vc_single_image image=&#8221;4282&#8243; img_size=&#8221;full&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row css=&#8221;.vc_custom_1587839808432{padding-bottom: 0px !important;}&#8221;][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1585920110662{background-color: #ffffff !important;}&#8221;][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1585920076268{background-color: #ffffff !important;}&#8221;][\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;2\/3&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1587839764720{padding-bottom: 0px !important;}&#8221;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][vc_single_image image=&#8221;4479&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h6><em><a href=\"http:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/?page_id=4279\">Presentazione<\/a><\/em><\/h6>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<h6><a href=\"http:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/?page_id=4300\"><em>Note sull\u2019epidemia descritta da Tucidide<\/em><\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">di Cristiana Rosella Alegiani<\/span><\/h6>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;2\/3&#8243;][vc_column_text]<span style=\"color: #993300;\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><b>Proposte di audio-lettura al<\/b><\/span><\/span> <span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: large;\"><b>tempo del coronavirus<\/b><\/span><\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: large;\">di Mariapia Donat-Cattin <\/span><\/span>[\/vc_column_text][vc_single_image image=&#8221;4466&#8243; img_size=&#8221;full&#8221;][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1588004067555{padding-bottom: 30px !important;}&#8221;]Raffaello Sanzio, La scuola di Atene (1509-1511), Stanza della Segnatura (Musei Vaticani)[\/vc_column_text][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1588000857201{padding-bottom: 10px !important;}&#8221;]<span style=\"color: #993300; font-size: 130%;\"><strong>La peste di Atene<br \/>\n<\/strong><\/span>[\/vc_column_text]<div id=\"ts-vcsc-youtube-9249612\" class=\"ts-video-container  ts-video-overlay-false\"  style=\"\"><iframe class=\"ts-video-iframe\" width=\"100%\" height=\"auto\"  src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/fDKjgUCdZts?autoplay=0&showinfo=0&controls=1&autohide=1&rel=0&loop=0&modestbranding=0&wmode=opaque\" frameborder=\"0\" webkitallowfullscreen mozallowfullscreen allowfullscreen><\/iframe><\/div>[vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tucidide, Storie, II<\/strong><strong>, <\/strong><strong>47-54<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Subito all&#8217;inizio dell&#8217;estate i Peloponnesi e gli alleati [&#8230;] invasero l&#8217;Attica al comando di Archidamo, re dei Lacedemoni e, accampatisi, devastarono la terra. Non erano ancora passati molti giorni da quando costoro erano giunti in Attica, che la pestilenza cominci\u00f2 a sorgere in <strong>Atene<\/strong>; si dice, s\u00ec, che essa anche prima fosse scoppiata in molte localit\u00e0, a Lemno e in altri paesi, tuttavia <strong>un tale contagio e una tale strage non erano avvenuti in nessun luogo a memoria d&#8217;uomo. Ch\u00e9 non bastavano a fronteggiarla, neppure i medici, i quali non conoscendo la natura del male, lo trattavano per la prima volta; anzi loro stessi morivano pi\u00f9 degli altri, in quanto pi\u00f9 degli altri si<\/strong> <strong>accostavano al malato, e nessun&#8217;altra arte umana bastava contro la pestilenza<\/strong>. Tutte le suppliche fatte nei luoghi sacri e ogni rivolgersi ai vatic\u00ecni e a cose del genere risult\u00f2 inutile, e alla fine gli uomini abbandonarono questi espedienti, sopraffatti dal male.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dapprima, a quanto si dice, la pestilenza cominci\u00f2 in Etiopia, sopra l&#8217;Egitto, poi sorse anche in Egitto e in Libia e nella maggior parte della terra del re. Ad Atene piomb\u00f2 improvvisamente, e dapprima contagi\u00f2 gli uomini al Pireo, s\u00ec che dagli Ateniesi si disse anche che i Peloponnesi avevano gettato dei veleni nelle cisterne (al Pireo, infatti, non vi erano ancora delle fontane). Successivamente la pestilenza raggiunse anche la citt\u00e0 alta, e allora gli uomini morivano in maggior numero. Si dica su questo argomento quello che ciascuno pensa, sia medico sia profano, sia sulla probabile origine della pestilenza, sia sulle cause che si potrebbero ritenere adatte a procurare tanto sommovimento. Io dir\u00f2 di che genere essa sia stata, e mostrer\u00f2 quei sintomi che uno potr\u00e0 considerare e tenere presenti per riconoscere la malattia stessa, caso mai scoppiasse una seconda volta giacch\u00e9 io stesso ne fui affetto e vidi altri malati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quell&#8217;anno era stato, come tutti riconoscevano, sano pi\u00f9 di ogni altro per quanto riguardava le malattie; se anche uno si era ammalato prima della pestilenza, ogni malattia and\u00f2 a finire in questa. Gli altri invece erano presi improvvisamente, senza nessuna ragione, mentre godevano perfetta salute, innanzitutto da forti dolori alla testa e da arrossamenti e da bruciori agli occhi. Le parti interne, cio\u00e8 la gola e la lingua, subito erano di color sanguigno ed emettevano un fiato strano e fetido. Infine, dopo questi fenomeni, sorgevano starnuti e raucedine, e dopo non molto il male scendeva nel petto insieme a una forte tosse; e quando si fissava nella bocca dello stomaco, vi produceva convulsioni, mentre sopravvenivano svuotamenti di bile di tutti quei generi nominati dai medici, e per giunta con forti dolori.[&#8230;]. E il corpo, a toccarsi esteriormente, non era n\u00e9 troppo caldo n\u00e9 pallido, ma rossastro, livido, fiorito di piccole pustole e ulcere; le parti interne ardevano a tal punto da non poter sopportare il rivestimento di vesti leggere o di lini, n\u00e9 altro che non fosse l&#8217;andar nudi, e il gettarsi con gran piacere nell&#8217;acqua fredda. E molte persone non curate facevano questo, gettandosi nei pozzi, prese da sete insaziabile; tuttavia il bere molto o poco dava lo stesso risultato. E continuamente li tormentavano la difficolt\u00e0 di riposare e l&#8217;insonnia, mentre il corpo, per tutto il tempo che il morbo raggiungeva il culmine della violenza, ma inaspettatamente, resisteva al tormento, s\u00ec che per la maggior parte morivano dopo nove o sette giorni per l&#8217;ardore interno, ancora in possesso di qualche forza. [&#8230;].<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][vc_single_image image=&#8221;4235&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; onclick=&#8221;custom_link&#8221; link=&#8221;http:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/?page_id=3907&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h6><em><a href=\"http:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/?page_id=3907\">La peste<br \/>\ndi Londra<\/a><\/em><\/h6>\n<p>[\/vc_column_text][vc_single_image image=&#8221;5605&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; onclick=&#8221;custom_link&#8221; link=&#8221;http:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/?page_id=5552&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h6><em><a href=\"http:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/?page_id=5552\">La peste di Manzoni<br \/>\ntra presente e passato<\/a><\/em><\/h6>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;2\/3&#8243;][vc_single_image image=&#8221;4550&#8243; img_size=&#8221;full&#8221;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;2\/3&#8243;][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1588003724750{padding-bottom: 20px !important;}&#8221;]<span class=\"sc\">Michiel<\/span> Sweerts, La peste in una citt\u00e0 antica (1652-1654)[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;2\/3&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Percorreva tutto il corpo, a partire dall&#8217;alto, il male, il quale prima si era localizzato nella testa, e se uno scampava dai casi pi\u00f9 gravi, ci\u00f2 era indicato dalle affezioni che il morbo aveva arrecato alle sue estremit\u00e0. [&#8230;].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poich\u00e9 l&#8217;aspetto della pestilenza era al di l\u00e0 di ogni descrizione in tutti i casi il morbo colpiva con una violenza maggiore di quanto potesse sopportare la natura umana, e in questo particolare soprattutto esso mostr\u00f2 di essere diverso da uno dei soliti: quegli uccelli e quadrupedi che si cibano dei cadaveri, sebbene molti ne fossero lasciati insepolti, o non si avvicinavano o, dopo averne gustato le carni, morivano. [&#8230;].<\/p>\n<div style=\"width: 433px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/6\/63\/Myrtis_reconstruction.jpg\" alt=\"\" width=\"423\" height=\"505\" \/><p class=\"wp-caption-text\">Myrtis, che mor\u00ec durante la peste di Atene: ricostruzione del prof. M. Papagrigorakis, Universit\u00e0 di Atene (Museo Archeologico Nazionale, Atene)<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale, dunque in complesso, secondo il suo aspetto, era il morbo (anche se si tralascia di descriverne molti altri sintomi insoliti), a seconda delle differenze che assumeva rispetto ad altri, quando colpiva una persona. E, oltre alla peste, nessun&#8217;altra malattia delle solite infieriva in quel tempo: anche se sorgeva, andava a sciogliersi in questa. E gli uni morivano per mancanza di cure, gli altri anche se erano molto curati. Non esisteva, per cos\u00ec dire, nessuna medicina particolare che si potesse applicare e guarisse: quello che a uno era utile, proprio questo a un altro era dannoso. Nessun organismo, sia forte sia debole, era sufficiente a combattere il morbo, ma tutto questo portava via, anche quello che era curato con la massima attenzione. Il lato pi\u00f9 terribile della malattia era lo scoraggiamento da cui uno era preso quando si sentiva male (subito datosi col pensiero alla disperazione, si lasciava andare molto di pi\u00f9 e non resisteva), e il fatto che per curarsi a vicenda si contagiavano e morivano l&#8217;uno dopo l&#8217;altro, come le pecore; questo causava la strage maggiore. Se per timore non volevano recarsi l&#8217;uno dall&#8217;altro, morivano abbandonati, e molte case furono spopolate per mancanza di uno che prestasse le cure necessarie; se si accostavano alle persone morivano soprattutto coloro che ci tenevano a un agire meritevole; per vergogna, infatti, costoro non si risparmiavano, ma si recavano dai loro amici poich\u00e9 anche il compianto su chi era morto alla fine era trascurato, per stanchezza, persino dai familiari, sopraffatti dall&#8217;immensit\u00e0 della sciagura. Tuttavia quelli che erano scampati compiangevano in maggior grado chi moriva e chi stava male, perch\u00e9 ne avevano gi\u00e0 fatto esperienza ed erano ormai al sicuro: il morbo non colpiva la stessa persona una seconda volta in modo mortale. Ed erano considerati felici dagli altri, e loro stessi, per la gioia del momento, avevano la vana speranza di non poter essere pi\u00f9 uccisi da nessun&#8217;altra malattia. [&#8230;].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutte le consuetudini che prima avevano nel celebrare gli uffici funebri furono sconvolte, e si seppelliva cos\u00ec come ciascuno poteva. E molti usarono modi di sepoltura indecenti per mancanza degli oggetti necessari, dato che numerosi erano i morti che li avevano preceduti [&#8230;].<\/p>\n<div id=\"attachment_4437\" style=\"width: 410px\" class=\"wp-caption alignright\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-4437\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-4437\" src=\"http:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Thucydides_Mosaic_from_Jerash_Jordan_Roman_3rd_century_CE_at_the_Pergamon_Museum_in_Berlin.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"318\" \/><p id=\"caption-attachment-4437\" class=\"wp-caption-text\">Tucidide, mosaico romano, Jerash, Giordania, III d.C. (Pergamon Museum, Berlino)<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">E anche in altre cose, nella citt\u00e0, il morbo d\u00e8tte inizio a numerose infrazioni delle leggi. Pi\u00f9 facilmente uno osava quello che prima si guardava dal fare per suo proprio piacere [&#8230;]. Nessun timore degli dei o legge degli uomini li tratteneva, ch\u00e9 da un lato consideravano indifferente essere religiosi o no, dato che tutti senza distinzione morivano, e dall&#8217;altro, perch\u00e9 nessuno si aspettava di vivere fino a dover rendere conto dei suoi misfatti e pagarne il fio, essi consideravano piuttosto che una pena molto pi\u00f9 grande era gi\u00e0 stata sentenziata ai loro danni e pendeva sulle loro teste, per cui era naturale godere qualcosa della vita prima che tale punizione piombasse su di loro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Piombati in una tale sciagura, gli Ateniesi ne erano schiacciati, mentre gli uomini morivano dentro la citt\u00e0 e fuori la terra veniva devastata. [&#8230;] la pestilenza non era entrata nel Peloponneso in modo considerevole, ma regnava soprattutto in Atene e poi negli altri luoghi pi\u00f9 popolati. Questi dunque gli avvenimenti riguardanti la pestilenza.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text el_class=&#8221;titolo-pagina&#8221;] La peste di Atene [\/vc_column_text][vc_single_image image=&#8221;4282&#8243; img_size=&#8221;full&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row css=&#8221;.vc_custom_1587839808432{padding-bottom: 0px !important;}&#8221;][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1585920110662{background-color: #ffffff !important;}&#8221;][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1585920076268{background-color: #ffffff !important;}&#8221;][\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;2\/3&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1587839764720{padding-bottom: 0px !important;}&#8221;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][vc_single_image image=&#8221;4479&#8243;][vc_column_text] Presentazione [\/vc_column_text][vc_column_text] Note sull\u2019epidemia descritta da Tucidide di Cristiana Rosella Alegiani [\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;2\/3&#8243;][vc_column_text]Proposte di audio-lettura al tempo del coronavirus di Mariapia Donat-Cattin [\/vc_column_text][vc_single_image image=&#8221;4466&#8243; img_size=&#8221;full&#8221;][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1588004067555{padding-bottom: 30px !important;}&#8221;]Raffaello Sanzio, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":11,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/4289"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/11"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4289"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/4289\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4289"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}