{"id":4077,"date":"2018-03-13T12:23:29","date_gmt":"2018-03-13T11:23:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/?page_id=4077"},"modified":"2020-07-11T15:21:31","modified_gmt":"2020-07-11T13:21:31","slug":"attivita-20-2-3-2-2-2-3-2-3-2-4-2-3-2-2-3-2-5-2-2-2","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/?page_id=4077","title":{"rendered":"Cenni sull\u2019arte della cura tra Basso Medioevo e Rinascimento"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text el_class=&#8221;titolo-pagina&#8221;]<\/p>\n<h2><span style=\"color: #ffffff;\">L&#8217;arte della Cura<\/span><\/h2>\n<p>[\/vc_column_text][vc_single_image image=&#8221;3913&#8243; img_size=&#8221;full&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1585920110662{background-color: #ffffff !important;}&#8221;][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1585920076268{background-color: #ffffff !important;}&#8221;][\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #993300;\"><strong>Cenni sull\u2019arte della cura tra Basso Medioevo e Rinascimento<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di Cristiana Rosella Alegiani<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La peste colp\u00ec Londra pi\u00f9 volte tra la prima e la seconda met\u00e0 del Seicento. Un periodo, questo, che coincise con una piena crisi sanitaria in cui la medicina vedeva entrare in discussione molti dei suoi paradigmi. Quella descritta da Defoe, la pi\u00f9 drammatica e letale, si svilupp\u00f2 tra 1664 e il 1665.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora agli inizi del Cinquecento \u00e8 considerata peste ogni epidemia letale, dunque, non una specifica malattia ma tutti i morbi le cui caratteristiche sono epidemicit\u00e0 e letalit\u00e0. Per esempio, il complesso pestilenziale che si verific\u00f2 nella valle del Po intorno al 1528 comprendeva presumibilmente il vaiolo, le febbri terziarie &#8211; cio\u00e8 la malaria &#8211; il tifo petecchiale e pochi casi di peste vera e propria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si assiste a una difficolt\u00e0 diagnostica derivante da una confusa e carente capacit\u00e0 di classificazione delle malattie. La diffusione della peste e\/o delle malattie pestilenziali con il loro manifestarsi a pi\u00f9 riprese in Europa, dopo la &#8220;Grande Peste&#8221; del Trecento, \u00a0aveva certamente contribuito a mettere in crisi l\u2019insieme di convinzioni e di certezze su cui la scienza medica era basata, palesemente inadeguate a fronteggiare la situazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-4078 alignleft\" src=\"http:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/contro-alla-peste-insieme-tommaso-garbo-mengo-e224fe8f-baf3-4f16-ba95-195cbacfae73.jpg\" alt=\"\" width=\"264\" height=\"434\" \/>Le indicazioni, per scampare al flagello della peste, mettevano al primo posto la fuga:<em> cito, longe,<\/em> <em>tarde<\/em>. Erano diffusi, anche se insufficienti, alcuni precetti con valore di profilassi, come il <em>Consiglio contro la<\/em> <em>pistolenza<\/em>, una sorta di ricettario igienico-sanitario per benestanti di<strong> Tommaso del Garbo<\/strong> in cui si raccomandava la calefazione e l\u2019arieggiamento dei locali, la pulizia della persona e la scelta di buoni cibi e buoni vini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Considerato, a tutti gli effetti, il personaggio di maggior rilievo della medicina pratica del Quattrocento, <strong>Michele Savonarola<\/strong> (1385-1466) cos\u00ec riassume come ci si deve comportare in tempo di peste: <em>cinque sono le cosse che per f cominzono che nel tempi di peste fuzir si debbono: fames, fatica, fructus, femina, flutus. <\/em>Aggiunge poi cinque prescrizioni: <em>le quali pure per f incomenciano: flebotomia, focus, fricatio, fuga, fluxus <\/em>(debita evacuazione). Dunque, per curare si deve provvedere alla depurazione del corpo e alla eliminazione delle tracce superficiali causate dalla malattia. Si praticano purghe e salassi, cauteri con ferro infuocato, incisioni su bubboni e vene, impacchi e impiastri. Purtroppo questi interventi, talvolta anche costosi, avevano solo l\u2019effetto di debilitare i forti e stroncare i deboli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esisteva poi uno svariato elenco di alambicchi per la preparazione di impiastri e unguenti cui si attribuiva un potere magico, con i quali si sperava di ottenere la guarigione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La pi\u00f9 diffusa convinzione in campo medico era ancora che la peste si diffondesse con \u201cl\u2019aere\u201d, fosse frutto di cattivi comportamenti, effetto di una punizione divina per cui venivano richiesti atti penitenziali, processioni e offerte votive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A met\u00e0 del Cinquecento la sfiducia popolare nella capacit\u00e0 di cura e nei medici era comprensibilmente dominante. Il controllo delle malattie veniva pi\u00f9 efficacemente svolto dagli <em>Uffici di sanit\u00e0<\/em> che, ispirandosi a regole di buon senso, svolgevano vari compiti di controllo sulle derrate alimentari e il loro smercio, sulle attivit\u00e0 sanitarie, sulle condizioni igieniche delle abitazioni private e dei luoghi pubblici compreso lo smaltimento dei rifiuti, gli scarichi di macellerie e concerie e la nettezza urbana. Gli Uffici di sanit\u00e0 &#8211; nati in Italia &#8211; erano considerati esemplari per un&#8217;Europa che dalla met\u00e0 del Cinquecento li stava imitando ovunque. Sorgevano un po\u2019 dappertutto e rappresentavano un grande sforzo comune per salvaguardare la salute dell\u2019intera penisola. Una unit\u00e0 sanitaria anticipata di secoli che garantiva anche una circolarit\u00e0 di informazioni sullo stato delle epidemie. Non a caso, spesso, anche in contrapposizione con i medici, gli ufficiali di sanit\u00e0 in tempi di peste godevano della massima autorit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, gi\u00e0 con l\u2019avvento dell\u2019et\u00e0 moderna si preparava un periodo di profonda crisi dell\u2019arte medica grazie all\u2019intervento di vari fattori. L\u2019invenzione della stampa aveva avuto come effetto, grazie a una ricca fioritura editoriale, la diffusione di libri stampati e divulgativi favorendo una maggiore circolazione di idee e conoscenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La caratteristica geografica dell\u2019Italia circondata dal mare, attraversata da un andirivieni di uomini e merci, la rende un luogo di elevata ricettivit\u00e0 patologica. I traffici nei paesi lontani epidemiologicamente diversi accelerano la circolazione delle malattie contribuendo all\u2019unificazione microbica. Siamo in un tempo di lunghi viaggi, esplorazioni e commerci seguiti alla scoperta del Nuovo Mondo. L\u2019Europa \u00e8 invasa da una nuova peste, la sifilide, e a sua volta regala ai nativi americani vaiolo, tubercolosi, morbillo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intorno agli anni Trenta del Cinquecento, <strong>Girolamo Fracastoro<\/strong> (1478-1553) dava battesimo al mal franzese con un poema in esametri latini <em>Syphilis sive De morbo<\/em> <em>gallico<\/em> (1530) in cui avvalorava la tesi che il morbo fosse importato da oltreoceano, pur riservando ampio spazio al timore del castigo divino come punizione di una societ\u00e0 corrotta. Fracastoro ebbe anche il merito di introdurre un importante elemento di novit\u00e0 con il trattato <em>De contagione et contagiosis morbis et eorum curatione<\/em> attribuendo la responsabilit\u00e0 dell&#8217;origine delle malattie non tanto \u201call\u2019aere corrotta\u201d ma a un veleno &#8211; virus &#8211; presunto agente dei morbi epidemici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel corso del Rinascimento gli ospedali, che nel Medioevo erano soprattutto luoghi di carit\u00e0 assistenziale, si trasformano in luoghi di cura intesa pi\u00f9 propriamente come terapia. Il sistema ospedaliero rinascimentale non \u00e8 pi\u00f9 finalizzato al semplice aiuto degli infermi, poveri, ma si assume il compito di rimettere in salute tutti i malati suscettibili di guarigione, attuando la separazione dei malati inguaribili da quelli guaribili. Nella realizzazione di questa &#8216;riforma ospedaliera&#8217; sono coinvolti medici e chirurghi con il compito di effettuare una prima valutazione diagnostica per il conseguente smistamento dei malati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La riforma riguarda sia l\u2019aspetto organizzativo nell\u2019ambito socio sanitario sia l\u2019ordinamento giuridico amministrativo sia ancora l\u2019aspetto etico-pratico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra il XVI e Il XVII secolo si apre la stagione dei <em>medici eretici,<\/em> anch\u2019essi protagonisti della rivoluzione scientifica rinascimentale sui quali la figura dell\u2019<em>autorictas <\/em>non fa pi\u00f9 presa poich\u00e9 la vera madre della conoscenza \u00e8<em> l\u2019experentia<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scienza medica subisce, cos\u00ec, una graduale e profonda trasformazione. Si fanno strada i <em>nuovi medici<\/em> come l\u2019anatomista medico fiammingo Andrea Vesalio (1514-1564) che esalta il valore della pratica e cio\u00e8 della conoscenza diretta che non parte da presupposti teorici, ma si basa sull\u2019osservazione del corpo attraverso la dissezione al fine di scoprirne il suo funzionamento. \u00c8 lui l&#8217;antesignano dell&#8217;<em>anatomia chirurgica<\/em> che mette in discussione il metodo scientifico di Galeno su cui si era fondato sino ad allora gran parte del sapere medico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si assiste contemporaneamente all\u2019innovazione clinica con <strong>Giovanni Battista Del Monte<\/strong>, caposcuola di medicina a Padova fino al 1551, che porta i suoi studenti a verificare attraverso l&#8217;osservazione dei malati quanto avevano appreso dai testi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright wp-image-4084\" src=\"http:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Paracelsus.jpg\" alt=\"\" width=\"264\" height=\"352\" \/>Figura di spicco, anche se controversa e a suo modo protagonista della rivoluzione epistemologica, \u00e8 <strong>Paracelso<\/strong> (1493-1541) che, con atteggiamento provocatorio, faceva &#8216;volantinaggio&#8217; nell&#8217;universit\u00e0 di Basilea, minacciando di mettere a soqquadro la medicina ufficiale e gettava al rogo le opere di Aristotele, Galeno ed Avicenna. \u00c8 lui a introdurre l\u2019idea di un <em>medico nuovo<\/em> per il quale il magistero viene dalla <em>experientia <\/em>diretta delle malattie, a cominciare da quella di minatori e contadini, e dalla sperimentazione dei rimedi provenienti dalle viscere della terra come le acque termali e minerali oppure elaborati a partire dai metalli. In questo modo anticipava quelli che sarebbero stati i successivi sviluppi della iatromedicina. Esaltava la medicina manuale sostenendo che la chirurgia, fino ad allora esercitata da barbieri e cerusici, non doveva essere separata dalla pratica medica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In contrasto con la medicina intellettualistica, la scienza moderna tendeva ad esaltare la verit\u00e0 e l\u2019efficacia dell\u2019esperienza e di una tecnica imitativa della natura. Bollando con l\u2019appellativo di falsi dottori quelli licenziati dalle facolt\u00e0 universitarie, mettendo cos\u00ecin crisi le gerarchie professionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quegli stessi anni <strong>Francois Rabelais<\/strong> (1494-1553) frate francescano nominato medico all\u2019Hotel de Dieu di Lione, nel suo <em>Pantagruel<\/em>, criticava in modo sferzante la medicina scolastica verbosa e formalistica. In Italia il modenese <strong>Gabriele Falloppio<\/strong> (1523-1562) descriveva, nelle sue originali <em>Observationes anatomicae<\/em>, le tube uterine. Al chirurgo innovatore, capace di curare le ferite da guerra, <strong>Leonardo Botallo<\/strong> (1519-1588) si deve la scoperta del <em>forame ovale<\/em> interatriale e del <em>dotto arterioso<\/em> che unisce l\u2019aorta con l\u2019arteria polmonare da cui prendono il nome.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non meno rilevante \u00e8 l\u2019attenzione ai rimedi poveri provenienti dalla natura, all\u2019azione terapeutica delle erbe medicinali in concomitanza con la crescita dell\u2019arte botanica. In questo ambito si inseriscono i <em>medici-maghi<\/em> tra cui <strong>Girolamo Cardano<\/strong> (1501-1571), <em>Andrea Cesalpino studioso di piante e di metalli e Francesco Bonafede (Padova 1545) artefice dell\u2019hortus medicinalis<\/em> che si caratterizzava come laboratorio di farmaci. Ulisse Aldrovandi (1522-1605), poi, estende la propria competenza enciclopedica non solo agli <em>erbari<\/em> ma ai <em>lapidari<\/em> e ai <em>bestiari<\/em> e diviene a Bologna <em>Lector de fossilibus, plantis et<\/em> <em>animalibus.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con <strong>Scipione Mercurio<\/strong> (ex fra\u2019 Girolamo, domenicano) si compie un passo in avanti <em>nell\u2019arte dei parti; <\/em>nei tre libri scritti in volgare della <em>Comare o ricoglitrice <\/em>(Venezia 1596<em>) <\/em>svolge un&#8217;accurata trattazione del parto normale e difficile ed elargisce consigli sulla gravidanza e le prime cure del neonato, comprese le malattie ostetrico ginecologiche e le malattie della prima infanzia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-4081\" src=\"http:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/sanctorius.jpg\" alt=\"\" width=\"264\" height=\"391\" \/>Nei primi trent\u2019anni del Seicento si arricchiscono le conoscenze della fisiologia con la <em>medicina statica<\/em> del medico istriano <strong>Santorio<\/strong> (1561-1636): <em>De statica medicina<\/em>, (Venezia 1614) e con la <em>medicina cinematica<\/em>: <em>De motu cordis et sanguinis in animalibus<\/em> (Francoforte 1628) e del medico inglese <strong>William Harvey<\/strong> (1578-1657), membro dal 1609 del Royal College of Physicians, medico nelle corsie dell\u2019ospedale St.Bartholomew e medico ordinario del re d\u2019Inghilterra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La medicina meccanica o iatromeccanica si sviluppa nel Seicento sul terreno fecondato dalla scienza di <strong>Galileo<\/strong> e dalla filosofia di <strong>Cartesio<\/strong> e di <strong>Hobbes<\/strong>. Alla macromacchina harveyana propellente il sangue venivano ad aggiungersi la macromacchina osteo-artro-muscolare della locomozione descritta da Giovanni Alfonso Borelli (1608-1679): <em>De motu animalium<\/em> e le micromacchine organiche descritte da uno strumento ottico nuovo, l<em>\u2019<\/em>occhialino o <em>perspicillum<\/em>, battezzato poi microscopio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con l\u2019uso del microscopio si avvia una nuova disciplina: <em>l\u2019anatomia microscopica<\/em> inaugurata da <strong>Marcel<\/strong><strong>lo Malpighi<\/strong> (1627- 1694.) di cui \u00e8 considerato il fondatore. Ai suoi studi dobbiamo la descrizione della fine struttura degli alveoli polmonari, dei glomeruli renali, dei capillari sanguigni e le prime osservazioni sulla composizione del sangue.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-4087 alignright\" src=\"http:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/189265-robert-boyle.jpg\" alt=\"\" width=\"342\" height=\"195\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In parallelo alla nascita della anatomia microscopica l\u2019attenzione viene rivolta alla composizione chimica, agli elementi essenziali che compongono la materia vivente. \u00a0Si parla di <em>medicina chimica o iatrochimica<\/em> di cui Paracelso era stato precursore. In Italia uno dei sui massimi rappresentanti \u00e8 <strong>Tommaso Cornelio<\/strong>. In Inghilterra la iatrochimica trova i suoi massimi sostenitori nei fisiologi di Oxford tra cui <strong>Robert Boyle<\/strong> (1627-1691) che ha posto le basi della chimica moderna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La cultura medico scientifica inglese, che aveva il suo fulcro tra Oxford, Cambridge e Londra produceva tre grandi opere<em>: l\u2019Anatomia hepatis<\/em> di Francis Glisson(1597-1677), <em>la Cerebri anatome<\/em> di <strong>Thomas Willis<\/strong> (1621-1675) e il <em>Tractatus de corde<\/em> di Richard Lower (1631-1691). Con Thomas Willis, autore delle prime trasfusioni di sangue sui cani, si inizia a ipotizzare di allungare la vita mediante un ricambio di sangue anticipando i benefici che in futuro si realizzeranno con il trapianto d\u2019organi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con <strong>Thomas Sydenham<\/strong> (1624-1689) si inaugura anche una pi\u00f9 moderna pratica clinica basata su una medicina di osservazione. Sydenham \u00e8 un medico di successo \u00a0proprio nella Londra che nel 1660 viveva la restaurazione monarchica e nel 1664-1665 la grande peste. Frequentando assiduamente le corsie di St. Bartholomew compiva \u00a0il suo studio sui colpiti da peste e vaiolo osservando direttamente i sintomi e gli effetti delle cure sul decorso della malattia ed elaborava dati statistici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nascita di <em>una nuova medicina<\/em> e del <em>medico nuovo<\/em>, in antitesi all\u2019ideologia galenica, maturava nelle accademie seicentesche italiane, tedesche e francesi: l&#8217;<strong>Accademia romana dei Lincei<\/strong> fondata nel 1603 dal principe <strong>Federico Cesi<\/strong>, l\u2019Accademia toscana del Cimento istituita nel 1650 dal granduca Ferdinando II, l\u2019Accademia bolognese degli Inquieti, la napoletana degli Investiganti, la magdeburghese (di Halle) dei Curiosi della natura, sino alla francese <strong>Academie Royale des Sciences<\/strong> istituita da <strong>Jean Baptiste Colbert<\/strong> nel 1666. In questi luoghi di ricerca scientifica, medici brillanti investigavano sulle cause e le propriet\u00e0 dei fenomeni naturali, sperimentando sui fenomeni osservati, operando a contatto dei fisici e dei chimici, elaborando nuovi modelli naturalistici, fisiologici e biologici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019accademico del Cimento <strong>Francesco Redi<\/strong> (1626-1698) attraverso il suo lavoro sperimentale confuta la teoria della generazione spontanea nell<em>\u2019Omne vivum ex ovo<\/em>. Pone inoltre le basi della moderna parassitologia con <em>Le osservazioni intorno agli animali viventi che si trovano negli animali viventi.<\/em> Numerosi sono poi i contributi che provengono dalle accademie dell\u2019Europa continentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-4092\" src=\"http:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/lossy-page1-576px-Ramazzini_-_De_morbis_artificum_diatriba_1745_-_3026294.tif.jpg\" alt=\"\" width=\"264\" height=\"495\" \/>Il medico modenese <strong>Bernardino Ramazzini<\/strong> (1633-1714), con le sue osservazioni sugli ambienti di lavoro e le condizioni di vita legate alle mansioni pi\u00f9 umili, introduce una novit\u00e0 negli studi sulla salute estendendo l\u2019attenzione della scienza medica ai lavoratori e alle loro malattie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Seicento, soprattutto nei primi due terzi, era stato caratterizzato da carestie, malattie ed epidemie con crisi di sussistenza ed elevata mortalit\u00e0. Tra le due grandi pesti secentesche la milanese e la londinese si era inserita quella del 1656 che, con elevata mortalit\u00e0, aveva colpito Roma e Napoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste epidemie, sommate ad altri fattori, avevano determinato un forte calo della popolazione a cui avevano contribuito anche il vaiolo e il tifo petecchiale, favorito a sua volta dalla sottoalimentazione e dall\u2019indebolimento della popolazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel Settecento si assister\u00e0 a una inversione di tendenza. Accanto a un&#8217;accelerazione del progresso scientifico si verificher\u00e0 una straordinaria crescita demografica. L\u2019aumento numerico della popolazione non \u00e8 ascrivibile tanto alla rivoluzione scientifica quanto piuttosto alla maggiore disponibilit\u00e0 di alimenti e di conseguenza a un miglioramento della nutrizione.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text el_class=&#8221;titolo-pagina&#8221;] L&#8217;arte della Cura [\/vc_column_text][vc_single_image image=&#8221;3913&#8243; img_size=&#8221;full&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243; css=&#8221;.vc_custom_1585920110662{background-color: #ffffff !important;}&#8221;][vc_column_text css=&#8221;.vc_custom_1585920076268{background-color: #ffffff !important;}&#8221;][\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_column_text] Cenni sull\u2019arte della cura tra Basso Medioevo e Rinascimento di Cristiana Rosella Alegiani La peste colp\u00ec Londra pi\u00f9 volte tra la prima e la seconda met\u00e0 del Seicento. Un periodo, questo, che coincise con una piena crisi sanitaria in [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":11,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/4077"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/11"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4077"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/4077\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4077"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}