{"id":2621,"date":"2019-02-27T11:32:11","date_gmt":"2019-02-27T10:32:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fondazionedonatcattin.it?page_id=2621"},"modified":"2021-11-26T14:28:08","modified_gmt":"2021-11-26T13:28:08","slug":"2522-2-2-2","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/?page_id=2621","title":{"rendered":"2019 Il Centenario sui media (3)"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h1><a href=\"http:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/?page_id=3358\"><span style=\"color: #000000;\"><em>Celebrazioni nel Centenario della nascita di Carlo Donat-Cattin<\/em><\/span><\/a><\/h1>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;2\/3&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h2><strong>Centenario di Carlo Donat-Cattin: le battaglie contro il Pci, il rispetto di Amendola e Bertinotti, la svolta del Preambolo <\/strong><\/h2>\n<p>[\/vc_column_text][vc_single_image image=&#8221;2732&#8243; img_size=&#8221;full&#8221;][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Torino, 5 marzo 2019\u00a0(LaPresse)<\/strong> \u2013 Carlo Donat-Cattin e le sue battaglie contro il Pci: l&#8217;impegno della sinistra sociale dc e del sindacalismo cattolico contrapposti alla visione comunista della societ\u00e0 e dei suoi rapporti di classe. Uno scontro che ha avuto nel leader democristiano (di cui il 14 marzo a Roma, al Senato, si svolgeranno le celebrazioni del centenario della nascita, con un saluto di apertura dei lavori della presidente di Palazzo Madama, Maria Elisabetta Alberti Casellati, e alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella) uno dei protagonisti pi\u00f9 determinanti nella storia politica della Prima Repubblica e del fronteggiarsi di due concezioni opposte, nella realt\u00e0 internazionale della Guerra Fredda. Un rapporto complesso, segnato sino alla met\u00e0 degli Anni Settanta da posizioni nette, ma anche dal rispetto e la stima riservati da alcuni esponenti di primo piano del Pci al leader dc piemontese e infine, con il Preambolo del 1980 che decider\u00e0 la fine della \u201csolidariet\u00e0 nazionale\u201d, da una rottura aspra, con durissimi attacchi personali contro di lui da parte del Pci di Enrico Berlinguer. Un conflitto ideale e politico che, in queste settimane, riemerge dai documenti dell&#8217;archivio della Fondazione Carlo Donat-Cattin di Torino. Come nel caso del biglietto che, il 24 novembre 1967, Giorgio Amendola, leader delle posizioni riformiste del Pci, invia all&#8217;allora deputato della Dc e capo di \u201cForze Nuove\u201d, nel quale gli fa i complimenti per \u201cil tuo coraggioso discorso\u201d. Il riferimento \u00e8 all&#8217;intervento del capo corrente democristiano al X\u00b0 Congresso nazionale del suo partito, svoltosi tra il 23 e il 26 di quello stesso mese a Milano e conclusosi con la vittoria dell&#8217;alleanza tradorotei, morotei, fanfaniani e andreottiani e l&#8217;elezione del doroteo Mariano Rumor a segretario nazionale. Tra i temi pi\u00f9 discussi di quell&#8217;assise democristiana, vi furono quelli del rilancio e dell&#8217;evoluzione dell&#8217;alleanza di centrosinistra con il Psi e anche dell&#8217;atteggiamento da tenere nei confronti del Pci. Su quest&#8217;ultimo, lo scontro nella Dc fu tra le posizioni conservatrici di coloro che erano per mantenere una chiusura netta e quelle di chi, invece, sottolineava che, \u00abse la democrazia si manterr\u00e0 salda nel tempo, il comunismo nel nostro Paese si modificher\u00e0 e sar\u00e0 una forza disponibile per un appoggio alla stessa democrazia\u00bb. (1. segue)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Torino, 5 marzo 2019\u00a0(LaPresse)<\/strong> \u2013 Donat-Cattin anche in quell&#8217;occasione, non deflette dalla sua visione del comunismo che gli derivava dalla profonda formazione cattolica e dall&#8217;ispirazione alla dottrina sociale della Chiesa, vista proprio come alternativa alla lettura marxista della societ\u00e0. Nello stesso tempo, per\u00f2, forte della sua esperienza di sindacalista della Cisl e di politico impegnato sui temi del lavoro, non accetta la rigida esclusione diqualsiasi forma di dialogo, sostenuta in particolare dai dorotei. Una posizione che probabilmente ispir\u00f2 la mozione congressuale della \u201cBase e dei sindacalisti\u201d, le correnti della sinistra Dc compresa Forze Nuove, dove riguardo ai rapporti con i comunisti si legge: \u201cAll&#8217;interno delle istituzioni democratiche dello Stato e della societ\u00e0, dei Parlamento, nei Consigli regionali, provinciali e comunali, fra e nei sindacati, \u00e8 possibile l&#8217;unico dialogo corretto con il Pci, quello che si fa tra la maggioranza e la minoranza, un dialogo dentro il sistema e sul sistema, che interessa tutti i cittadini. Su questo terreno \u00e8 compito di tutti i partiti della maggioranza costringere il Pci a misurarsi con i problemi reali, a responsabilizzarsi e quindi ad uscir fuori dall&#8217;immobilismo rivendicativo e a confrontarsi con i problemi della crescita della societ\u00e0 civile nella libert\u00e0\u201d. Un rapporto, quello tra il leader di Forze Nuove e i comunisti, che ha segnato via via l&#8217;intera elaborazione politica di Carlo Donat-Cattin, singolarmente caratterizzato per\u00f2 anche dal profondo rispetto da parte di alcuni dirigenti comunisti verso un avversario che avevano conosciuto soprattutto durante le sue esperienze di sindacalista nella Torino della Fiat e degli Agnelli e poi nell&#8217;Italia dell&#8217;Autunno Caldo e dello Statuto dei lavoratori. Il 9 e 10 marzo 2001 a Torino, in un convegno di studi organizzato dalla Fondazione Carlo Donat-Cattin e dedicato a \u201cLa sinistra sociale dc nella storia della Repubblica\u201d, l&#8217;ex direttore dell&#8217;Unit\u00e0 ed ex parlamentare del Pci, Emanuele Macaluso, cos\u00ec ricordava infatti il ministro ed ex vicesegretario nazionale della Dc: \u201c\u00c8 stato un rapporto difficile, spesso conflittuale, tuttavia un rapporto forte, perch\u00e9 veniva da una esperienza sindacale, maturato nel conflitto con la Fiat e con le organizzazioni padronali. Donat-Cattin difese l&#8217;autonomia del sindacato, e tenne insieme il conflitto con i poteri forti e la sinistra\u201d. (2. segue)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Torino, 5 marzo 2019\u00a0(LaPresse)<\/strong> \u2013 In quella stessa occasione, l&#8217;allora segretario di Rifondazione Comunista ed ex presidente della Camera, Fausto Bertinotti (anche lui a lungo sindacalista a Torino per la Fiom e la Cgil), coni\u00f2 per le posizioni politiche del \u201cMinistro dei Lavoratori\u201d quello che lui stesso defin\u00ec un \u201cossimoro politico\u201d: \u201cUn anticomunista sempre democratico. Tuttavia debbo dire che non considero in questo caso un ossimoro la definizione di uomo di sinistra e di anticomunista riferita alla stessa persona.\u201d. Un atteggiamento di considerazione, quello di alcuni esponenti comunisti nei confronti dell&#8217;avversario democristiano, che fu evidente negli stessi anni del pi\u00f9 forte impegno politico di Donat-Cattin. Testimoniato da interviste, scritti e polemiche parlamentari, ma anche da corrispondenze private, spesso punteggiate da battute e da toni scherzosi capaci per\u00f2 di svelare una confidenza che in quei casi nasceva dalla stima reciproca. Come si legge in un altro breve messaggio, conservato anch&#8217;esso nell&#8217;archivio della Fonazione Carlo Donar-Cattin e firmato questa volta dallo storico leader comunista torinese Gian Carlo Pajetta. \u00c8 senza data, ma probabilmente attribuibile all&#8217;inizio degli Anni Settanta del secolo scorso: \u201cCaro Donat-Cattin \u2013 gli scrive Pajetta -, non so se diventer\u00f2 mai cattolico, credo di no. Ma socialdemocratico sono sicuro, \u00e8 impossibile&#8230;\u201d. (3. segue).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Torino, 5 marzo 2019\u00a0(LaPresse)<\/strong> \u2013 L&#8217;ultimo e fondamentale capitolo dei rapporti tra Carlo Donat-Cattin, l&#8217;ideologia marxista-leninista e, in particolare, la prassi politica dei comunisti italiani, \u00e8 riconducibile infine al cosiddetto \u201cPreambolo\u201d. Scritto di pugno da Donat-Cattin, esso rappresenta la sintesi della mozione di maggioranza del XIV\u00b0 Congresso nazionale della Dc, che, nel febbraio 1980, port\u00f2 all&#8217;elezione di Flaminio Piccoli a segretario del partito. Il Preambolo segn\u00f2 la fine della politica di solidariet\u00e0 nazionale con il Pci. Si riapr\u00ec invece la collaborazione con il Psi di Bettino Craxi e con i partiti laici. Donat-Cattin divenne vicesegretario della Dc, mentre la presidenza del partito fu affidata ad Arnaldo Forlani. Il testo originale del Preambolo, redatto su carta intestata del XIV\u00b0 Congresso della Dc, \u00e8 conservato nell&#8217;archivio della Fondazione Carlo Donat-Cattin e, sin dalle prime righe, esprime il suo preciso intento destinato a mutare il corso della politica italiana: \u201c&#8230;la via di uscita dalle difficolt\u00e0, pu\u00f2 essere percorsa con successo, purch\u00e9 il partito sia orientato, nel presente e nell&#8217;avvenire, dai principi e dai valori della sua tradizione popolare e democratica&#8230;\u201d. Una posizione che Donat-Cattin spieg\u00f2 cos\u00ec nel libro-intervista \u201cLa mia Dc\u201d di Paolo Torresani (Vallecchi 1980), con accenni e ragionamenti che paiono proprio rievocare i lavori del X Congresso Dc del 1967: \u201cNon ho mai considerato l\u2019ipotesi di un partito comunista che diventa in certo qual modo socialdemocrazia, in sostanza l\u2019ipotesi di Scalfari e di parecchi nostri amici democristiani\u2026 La rappresentativit\u00e0 di classi e di energie nuove sono tutti elementi che sospingono a cercare il pieno coinvolgimento del partito comunista nella vita dello Stato democratico, ma senza abbandonare il compito storico che la Dc ha esercitato e continua a esercitare: quello della garanzia delle istituzioni e della gestione democratica. La questione comunista \u00e8 aperta: seria, importante e grave\u201d. La reazione del Pci, questa volta, sar\u00e0 durissima: Carlo Donat-Cattin sar\u00e0 l&#8217;oggetto di attacchi personali condotti dai principali esponenti del partito di Berlinguer. Qualcosa che era gi\u00e0 accaduto al momento del varo dei governi di \u201csolidariet\u00e0 nazionale\u201d e della strategia politica ispirata dall&#8217;antico alleato di Donat-Cattin nella galassia Dc, Aldo Moro. In una lettera del 29 agosto 1977, per esempio, il leader di Forze Nuove scriveva infatti cos\u00ec allo statista democristiano: \u201cLe condizioni politiche dell&#8217;intesa con i comunisti non sono le migliori per raggiungere e stabilizzare un equilibrio democratico\u201d. La posizione del Pci fu di chiedere alla Dc di escludere Donat-Cattin da quegli esecutivi, a cominciare dal terzo governo Andreotti, insediatosi nel 1976. Moro per\u00f2 non accett\u00f2 quelle condizioni e il capo della sinistra sociale dc ottenne il dicastero dell&#8217;Industria. (4. fine)<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][vc_single_image image=&#8221;2733&#8243; img_size=&#8221;full&#8221;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][vc_column_text] Celebrazioni nel Centenario della nascita di Carlo Donat-Cattin [\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;2\/3&#8243;][vc_column_text] Centenario di Carlo Donat-Cattin: le battaglie contro il Pci, il rispetto di Amendola e Bertinotti, la svolta del Preambolo [\/vc_column_text][vc_single_image image=&#8221;2732&#8243; img_size=&#8221;full&#8221;][vc_column_text] Torino, 5 marzo 2019\u00a0(LaPresse) \u2013 Carlo Donat-Cattin e le sue battaglie contro il Pci: l&#8217;impegno della sinistra sociale dc e del [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2621"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2621"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2621\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2621"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}