{"id":164,"date":"2018-03-13T12:22:37","date_gmt":"2018-03-13T11:22:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/?page_id=164"},"modified":"2022-05-28T14:02:33","modified_gmt":"2022-05-28T12:02:33","slug":"biografia-02","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/?page_id=164","title":{"rendered":"Biografia-02"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;2\/3&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h2>Ai problemi della gente dedic\u00f2 le energie migliori<\/h2>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;2\/3&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-166\" src=\"http:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/cisl3.jpg\" alt=\"\" width=\"230\" height=\"300\" \/>Nel sindacato trov\u00f2 referenti privilegiati nelle spiccate personalit\u00e0, sia pure diverse tra loro, di Rapelli e Pastore, anche se in seguito le sue scelte si differenziarono da quelle dei maestri. Tra il 1948 e il 1956 assunse vari incarichi nella struttura sindacale torinese, come segretario della LCGIL prima e della CISL poi. Il suo impegno si svilupp\u00f2 soprattutto in duplice direzione. Per un verso condivise con Rapelli la costruzione di un sindacalismo cattolico strettamente collegato all\u2019insegnamento sociale della Chiesa e in diretto rapporto con l\u2019area politica di provenienza (differenziandosi in questo dalla linea espressa da Pastore); per altro verso si adoper\u00f2 nella difesa del sindacato di fronte ai potentati economici, denunciando in particolare i cedimenti filopadronali della CISL alla FIAT fino a consumare nella seconda met\u00e0 degli anni \u201950 il proprio distacco da Rapelli e dal suo progetto di sindacalismo autonomo.<br \/>\nAccanto al lavoro sindacale, unito anche ad un\u2019attiva presenza nelle ACLI, Donat-Cattin Intensific\u00f2 la militanza politica che ne avrebbe sempre pi\u00f9 caratterizzato l\u2019esperienza. Il suo coinvolgimento diretto nella DC, gi\u00e0 avviato nel periodo resistenziale, conobbe un\u2019accelerazione nell\u2019immediato dopoguerra. Esponente del movimento giovanile del partito, fece parte del comitato regionale e di quello provinciale di Torino.<br \/>\nPi\u00f9 volte consigliere comunale e provinciale, nel 1954 fu eletto nel Consiglio nazionale della DC e nel 1959 nella direzione del partito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Deputato dal 1958 e senatore dal 1979, fu vicesegretario della DC tra il 1978 e il 1980. Nel partito rappresent\u00f2 la sinistra sociale, legata alla storia sociale e sindacale del movimento dei cattolici in<br \/>\nItalia e rilanciata soprattutto da Pastore nei primi anni \u201950 con il gruppo \u201cCronache sociali\u201d, poi diventato \u201cForze sociali\u201d, quindi \u201cRinnovamento\u201d e infine, dal 1964, \u201cForze nuove\u201d, di cui Donat-Cattin fu incontrastato leader.<br \/>\nConsider\u00f2 la DC come essenziale strumento di riscatto politico per vasti ceti popolari e occasione di affermazione per classi dirigenti nuove. A pi\u00f9 riprese rivendic\u00f2, sulla scia di Sturzo, la caratteristica della DC come partito di \u201cliberi e uguali\u201d, nel quale \u201cil criterio della cooptazione dall\u2019alto non prevalesse su quello della selezione democratica dal basso\u201d (S. Fontana). Con le sue nette prese di posizione, accompagnate da caparbiet\u00e0 e franchezza anche aspra nel confronto, non manc\u00f2 di evidenziare contrasti e dissensi con le varie componenti democristiane, riuscendo tuttavia in varie circostanze, pur guidando un gruppo minoritario, a influenzare la linea del partito e la scelta dei gruppi dirigenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-167\" src=\"http:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/moro.jpg\" alt=\"\" width=\"230\" height=\"300\" \/>All\u2019interno della DC dialog\u00f2 soprattutto \u2013 sia pure a fasi alterne \u2013 con l\u2019altra componente della sinistra democristiana, la \u201cBase\u201d, rispetto alla quale tuttavia la corrente di Donat-Cattin rivendic\u00f2 in pi\u00f9 occasioni le diversit\u00e0 di formazione politica e di legami sociali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un vero rapporto privilegiato stabil\u00ec invece con Aldo Moro, nel quale riconosceva non comuni capacit\u00e0 di coesione e di sintesi politica. Il legame si consolid\u00f2 soprattutto nell\u2019esperienza del centro-sinistra (una fase politica da Donat-Cattin decisamente preparata e sostenuta) e si intensific\u00f2 ulteriormente dopo il 1968, quando quella stagione dava segni di esaurimento e i consensi attorno allo statista pugliese si andavano affievolendo. Attenzione e stima peraltro ricambiate, specie nella capacit\u00e0 di cogliere nelle posizioni spesso dirompenti di Donat-Cattin \u201cci\u00f2 che significava, in termini di coerenza, l\u2019intransigenza della sinistra sociale di cui Donat-Cattin si faceva interprete\u201d (F. Foschi). \u201cIl rapporto con Moro contribu\u00ec anche al nostro permanere nella DC\u201d, affermer\u00e0 Donat-Cattin in riferimento alla fase successiva alle elezioni del \u201968, quando la posizione di \u201cForze nuove\u201d giunse ai limiti della rottura con il partito di fronte ad una politica delle riforme nettamente mortificata ed al prevalere nella DC di forti condizionamenti in senso moderato. Il dialogo prosegu\u00ec, particolarmente serrato e dialettico, quando, qualche anno dopo, Moro si impegn\u00f2 sul fronte della solidariet\u00e0 nazionale e sulla pi\u00f9 generale questione del rapporto con i comunisti, terreno sul quale Donat-Cattin mostr\u00f2 non poche reticenze, nel timore soprattutto che un\u2019alleanza organica con il PCI portasse alla perdita della rappresentativit\u00e0 popolare della DC. Con l\u2019assassinio di Moro, l\u2019unico \u2013 secondo Donat-Cattin \u2013 ritenuto in grado di gestire un esperimento di tale portata garantendo l\u2019unit\u00e0 del partito, perplessit\u00e0 e riserve si acuirono concretizzandosi in occasione del XIV Congresso nazionale della DC (1980) nel \u201cPreambolo\u201d che escludeva una ulteriore collaborazione di governo tra DC e PCI.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;2\/6&#8243;][vc_row_inner content_placement=&#8221;top&#8221;][vc_column_inner width=&#8221;1\/3&#8243;][vc_single_image image=&#8221;161&#8243; onclick=&#8221;custom_link&#8221; link=&#8221;http:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/?page_id=9&#8243;][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;2\/3&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h6><a href=\"http:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/?page_id=9\">Carlo Donat-Cattin<br \/>\nLa forza dei principi unita a quella della ragione<\/a><\/h6>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_column][vc_column width=&#8221;2\/6&#8243;][vc_row_inner][vc_column_inner width=&#8221;1\/3&#8243;][vc_single_image image=&#8221;180&#8243; onclick=&#8221;custom_link&#8221; link=&#8221;http:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/?page_id=182&#8243;][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=&#8221;2\/3&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h6><a href=\"http:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/?page_id=182\">Senso del dovere<br \/>\nanche a costo dell\u2019impopolarit\u00e0<\/a><\/h6>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text][\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;2\/3&#8243;][vc_column_text] Ai problemi della gente dedic\u00f2 le energie migliori [\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;2\/3&#8243;][vc_column_text] Nel sindacato trov\u00f2 referenti privilegiati nelle spiccate personalit\u00e0, sia pure diverse tra loro, di Rapelli e Pastore, anche se in seguito le sue scelte si differenziarono da quelle dei maestri. 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