{"id":13047,"date":"2021-04-29T17:10:29","date_gmt":"2021-04-29T15:10:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/?page_id=13047"},"modified":"2022-12-13T16:24:19","modified_gmt":"2022-12-13T15:24:19","slug":"attivita-20-2-3-2-2-2-3-2-3-2-4-2-3-2-2-3-2-5-2-2-3-5-2-2-3-3-2-3-3-2-3-2-2-2-2-2-2-2-2-3-2-2-3-2-3-2-2-3-2-2-2-2-2-2-3-2","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/?page_id=13047","title":{"rendered":"AICI di Mariapia Donat-Cattin, 13 dicembre 2022 &#8211; terza parte"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_single_image image=&#8221;13005&#8243; img_size=&#8221;full&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<div class=\"wpb_text_column wpb_content_element \">\n<div class=\"wpb_wrapper\">\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/?page_id=13004\">Uno sguardo al passato<\/a> <\/em><strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<div class=\"wpb_text_column wpb_content_element \">\n<div class=\"wpb_wrapper\">\n<p>Parte I<br \/>\n<em><a href=\"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/?page_id=13032\">AICI \u201cItalia \u00e8 cultura. Le sfide degli anni \u201920\u201d<\/a> <\/em><strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;2\/3&#8243;][vc_column_text]Parte II &#8211; <strong>AICI \u201cItalia \u00e8 cultura. Le sfide degli anni \u201920\u201d<\/strong>[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come si evince chiaramente dalla Relazione introduttiva i lavori della Conferenza si articolano su due piani: uno di carattere specifico, l&#8217;altro di carattere generale. Il primo riguarda problemi concreti legati ai cambiamenti tecnologici in corso, alle eventuali opportunit\u00e0 presenti nel PNRR, ai problemi del lavoro culturale negli istituti associati, alla riserva del 40 per cento per il Mezzogiorno e le Isole, alla convenzione con il CNR, alla questione dell&#8217;iscrizione o meno al registro del Terzo settore ecc. Il secondo, le sfide che la drammaticit\u00e0 del presente e la crisi profonda in cui siamo immersi impongono e, dunque, la necessit\u00e0 di individuare, attraverso un&#8217;analisi attenta e razionale, nuovi paradigmi interpretativi che consentano di aprire varchi e strade nuovo per salvaguardare la libert\u00e0 e la democrazia nelle nostre societ\u00e0.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-13058\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/005-AICI-Napoli-675x450.jpg\" alt=\"\" width=\"100%\" height=\"auto\" \/> <em>L&#8217;intervento di Maria Iannotti, direttrice della Biblioteca nazionale \u201cVittorio Emanuele III\u201d<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un programma molto denso: tre gli incontri plenari. Il 10 mattina la sessione inaugurale affronta il tema: <em>Le fondazioni, le accademie e gli istituti culturali di fronte alle sfide del presente<\/em>; l&#8217;11 mattina si svolgono due tavole rotonde rispettivamente dedicate a: <em>Diffusione della cultura e<\/em> <em>coesione sociale<\/em>; <em>PNRR e cultura nel secondo anno di attivit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quattro i workshop, purtroppo tutti contemporanei, ma tutti molto partecipati: <em>PNRR e digitalizzazione del patrimonio: archivi, biblioteche e musei; Reti culturali, reti civiche e territorio; Cultura territorio e ambiente<\/em> e <em>Cultura e occupazione giovanile <\/em>(nel corso del quale sono stati presentati i risultati <em>dell&#8217;Indagine sul lavoro negli istituti culturali AICI <\/em>contenente anche il <em>Focus<\/em> <em>su questionario online e contributi). <\/em><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Arduo davvero illustrare i contenuti salienti, gli stimoli pi\u00f9 interessanti, le informazioni pi\u00f9 utili emerse dai lavori di VII Conferenza Nazionale dell\u2019AICI.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-13080 size-medium\" src=\"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/003-AICI-Napoli-675x450.jpg\" alt=\"\" width=\"100%\" height=\"auto\" srcset=\"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/003-AICI-Napoli-675x450.jpg 675w, https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/003-AICI-Napoli-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/003-AICI-Napoli-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/003-AICI-Napoli-1536x1025.jpg 1536w, https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/003-AICI-Napoli.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 675px) 100vw, 675px\" \/> Un momento del convegno &#8220;Italia \u00e8 Cultura. Le sfide degli anni &#8217;20&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi limiter\u00f2 pertanto a segnalare alcuni passaggi annotati degli interventi che hanno suscitato il maggiore interesse e che, pi\u00f9 di altri, almeno secondo me, analizzando il presente guardano al futuro. Questo dovendomi basare esclusivamente sugli appunti presi con gradi diversi di diligenza nel corso dei lavori della Conferenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Paolo Baratta<\/strong> (Presidente dell&#8217;Accademia filarmonica romana), come sempre acuto e stimolante, intervenendo nel corso della sessione inaugurale, ci invita a non cadere mai nella routine; a stare all&#8217;erta domandandosi sempre a che cosa serviamo; a saper giocare d&#8217;anticipo; a concepire e governare autonomamente il proprio destino attraverso una \u201cdinamica vitalit\u00e0 della gestione\u201d capace di tenere insieme &#8220;cambiamento e stabilit\u00e0&#8221;. La cosa pi\u00f9 importante per un&#8217;istituzione culturale, infatti, non \u00e8 tanto e solo produrre conoscenza, ma saper usare la conoscenza per il miglioramento della societ\u00e0 civile; \u201csaper produrre desideri di cultura\u201d: e, in conclusione del suo breve ma densissimo intervento, propone la composizione di un \u201cLemmario delle parole che interessano gli Istituti culturali\u201d, una sorta di antidoto ai termini abusati e alle banalizzazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sergio Scamuzzi (<\/strong>Universit\u00e0 degli Studi di Torino), con la consueta precisione e con intelligente rigore di analisi in conclusione della prima tavola rotonda, pronuncia un intervento che sollecita nuove conoscenze e il cambiamento di molti paradigmi interpretativi ormai logori e inadeguati a comprendere i cambiamenti in atto nelle societ\u00e0 occidentali.<br \/>\n&#8220;L\u2019affermazione in Italia di un governo di estrema destra, paragonabile per molti aspetti, ad altre destre europee rappresenta una sfida per il lavoro culturale di istituti come quelli dell\u2019Aici che elaborano memoria storica e attualit\u00e0 culturale in campo politico, religioso, scientifico, linguistico, territoriale&#8221;.<br \/>\nQuattro le sfide che abbiamo davanti rispetto alle quali va fatta chiarezza per riuscire ad affrontarle in maniera adeguata. La prima \u00e8 &#8220;la conoscenza della cultura dell&#8217;estrema destra&#8221;, non solo italiana. L\u2019antifascismo ha visto un nuovo avversario in questa cultura ma va \u201criformulato sui nuovi rischi per la democrazia e i diritti umani\u201d. La seconda \u00e8 la crisi irreversibile delle \u201cculture neoliberale e ordoliberale\u201d che hanno favorito \u201cla crescita delle disuguaglianze, la globalizzazione finanziaria, le delocalizzazioni selvagge, motivando il disagio sociale e determinando lo spostamento a destra o verso l\u2019indifferenza di tanti elettori\u201d.<br \/>\n\u00c8 la crisi delle culture della sinistra da quelle alternative, al liberalsocialismo e alla socialdemocrazia, fino al cattolicesimo sociale perch\u00e9 non hanno saputo contrastare in maniera adeguata le conseguenze della disuguaglianza e della globalizzazione perdendo cos\u00ec il consenso delle vittime di questi processi.<br \/>\n&#8220;Queste culture politiche, insieme con l\u2019ambientalismo, devono essere rilette e reinterpretate&#8221;, se si vuole una societ\u00e0 meno diseguale e con maggiore coesione sociale, e uno sviluppo sostenibile e inclusivo.<br \/>\n&#8220;La terza sfida \u00e8 la crisi della societ\u00e0 multiculturale&#8221;.<br \/>\nMentre avanza a ritmo incalzante un &#8220;clima che alimenta una ridefinizione dell\u2019Occidente (atlantico cristiano) contro il resto del mondo&#8221;, che va a mescolarsi con un \u201cnuovo sovranismo antiglobalista e neotradizionalista\u201d che utilizza \u201cuna versione magico-integralista della religione cattolica come bandiera\u201d.<br \/>\n\u201cLa quarta sfida \u00e8 l\u2019anti-intellettualismo, l\u2019anti-scienza, l\u2019anti-tecnologia. Visioni appartenute storicamente alla cultura di estrema destra che si saldano, per una parte della popolazione, alla protesta sociale nimby-novax-notutto, al clima di pregiudizio e all\u2019immaginario libertario che per\u00f2 odia e non rispetta gli altri, all\u2019indifferenza per l\u2019avanzante catastrofe ambientale, al naturalismo pretecnologico sulle biopolitiche\u201d. In Italia queste idee si sommano a \u201cforti disuguaglianze e povert\u00e0 culturali che vedono una modestissima alfabetizzazione letteraria, scientifica, digitale di una buona parte della nostra popolazione, la cui lingua italiana corrente resta perci\u00f2 limitata. Queste povert\u00e0 rendono alle persone accessibili solo studi, lavori, consumi, anche quelli culturali e mediatici, molto semplici, ripetitivi, esecutivi\u201d.<br \/>\nTutto ci\u00f2 investe in primis la scuola e il sistema dei media, ma \u00e8 anche \u201cuna sfida per i nostri Istituti. La risposta richiede un loro rinnovato impegno alla diffusione della cultura con mezzi nuovi. Richiede anche la salvaguardia delle basi materiali della memoria, necessarie a elaborare vera innovazione e originalit\u00e0, a evitare stanche ripetizioni. Preliminare a questo sforzo il tentativo di ricomporre in visioni ampie e coerenti i frantumi del senso comune disperso, diffuso nella popolazione e in parte delle \u00e9lite anche prima di catalogarlo di sinistra, di destra o reazionario, fare cio\u00e8 esattamente il lavoro dell\u2019intellettuale come lo intendeva Antonio Gramsci e lo praticavano molti eponimi dei nostri Istituti\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Adriano Gianola,<\/strong> Presidente Svimez<br \/>\nEsordisce affermando che \u201ci divari sono aumentati enormemente in Italia e che siamo tornati agli anni Cinquanta\u201d. Ma, continua, non ci deve preoccupare solo il divario fra il Nord e il Sud del nostro paese, perch\u00e9 oggi noi dobbiamo guardare all&#8217;Italia in rapporto all&#8217;Europa e dunque c&#8217;\u00e8 anche un divario tra certe aree del Nord e il resto dell&#8217;Europa. E, anche se sembra paradossale, \u201cil Piemonte pu\u00f2 diventare Mezzogiorno in Europa\u201d.<br \/>\nOggi l&#8217;Europa ci finanzia per salvare &#8220;il sistema Italia nella sua interezza&#8221; e noi dobbiamo operare virtuosamente per superare i divari e salvare la coesione sociale. Se non raggiungiamo questi due obiettivi siamo destinati al \u201ccommissariamento\u201d. Non solo, l&#8217;Italia nel Mediterraneo da tempo non \u00e8 pi\u00f9 protagonista.<br \/>\nAvere scelto Napoli per questa Conferenza \u00e8 molto importante perch\u00e9 \u201cNapoli \u00e8 cultura e il patrimonio culturale del Mezzogiorno \u00e8 all&#8217;incirca il 50% del patrimonio culturale italiano\u201d.<br \/>\n\u201cIl Mediterraneo \u00e8 un quasi oceano nel quale s&#8217;incontrano Europa, Asia e Africa. La globalizzazione \u00e8 qui\u201d. Il mare Mediterraneo deve ritornare ad essere &#8220;un mezzo di connessione non una barriera. Genova e Trieste non devono sentirsi gli unici porti strategici italiani&#8221;. Napoli pu\u00f2 avere un grande ruolo strategico data anche la sua posizione.<br \/>\n\u201cIl momento oggi \u00e8 insieme drammatico e magico. Noi italiani dobbiamo essere quelli che aprono l&#8217;Italia all&#8217;Europa. Anche rispetto alla Turchia dobbiamo riconquistare il nostro ruolo\u201d.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 bisogno di una &#8220;grande operazione culturale per ridare all&#8217;Italia il ruolo che le spetta&#8221;. \u00c8 in un quadro siffatto che gli Istituti culturali debbono fare la loro parte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Vittorio Emanuele Parsi <\/strong>(Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore di Milano) procede per punti in maniera sistematica, incalzante a tratti appassionata.<br \/>\n&#8220;Stiamo assistendo a una forte accelerazione del tempo&#8221;. L&#8217;inflazione, che incide duramente sulle nostre vite, \u00e8 destinata anche a durare. \u00c8 un&#8217;inflazione diversa da quella degli anni \u201970 del secolo scorso ma accelerer\u00e0 la riflessione economica alla ricerca di strumenti nuovi che consentano di superarla.<br \/>\n&#8220;Dopo quasi ottant\u2019anni di pace, la guerra ha fatto la sua ricomparsa nel Vecchio continente. Era dal 1939 che nessuno Stato europeo ne invadeva un altro. Andremo incontro a un&#8217;epoca di ferro. La guerra \u00e8 uno stupro e le sue conseguenze saranno molto pesanti&#8221;.<br \/>\n&#8220;Si \u00e8 verificato un attacco ai principi della democrazia che informano anche le Istituzioni internazionali. Il canone del mondo era la democrazia&#8221;; l&#8217;attacco all&#8217;Ucraina da parte della Russia, dominata da Putin, ha prodotto la seguente idea sbagliata: le democrazie hanno fatto il loro tempo e le autocrazie funzionano meglio.<br \/>\n&#8220;Bisogna essere in grado di reagire velocemente di fronte all&#8217;imprevisto. E la democrazia consente di avere queste risorse. La democrazia pu\u00f2 rendere civili anche le transizioni di potere. Siamo di fronte a grandi sfide&#8221;: il cambiamento climatico che va rallentato e mitigato; l&#8217;innovazione tecnologica che va governata; le disuguaglianze cresciute fortemente negli ultimi 30 anni che vanno combattute e ridotte significativamente. Questo perch\u00e9 nutrivamo molte illusioni sulla capacit\u00e0 del mercato di mitigarle. Mentre la strada da percorrere \u00e8 un&#8217;altra e va ritrovata.<br \/>\n&#8220;Conoscere \u00e8 distinguere&#8221; per arrivare a sintesi che non siano &#8216;&#8221;il mucchio selvaggio&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La paura per la guerra \u00e8 naturale ma non dobbiamo farci vincere da lei. &#8220;Bisogna fare uno sforzo di razionalit\u00e0: pensare che esistono soluzioni di pacatezza, che esistono soluzioni possibili e soluzioni impossibili&#8221;. E pertanto bisogna battere l&#8217;isteria che impedisce di vedere chiaro.<br \/>\n&#8220;Il tempo corre, dobbiamo correre anche noi senza perdere mai la direzione e dobbiamo imparare che la navigazione si pu\u00f2 fare anche con cattive condizioni meteorologiche, ma che bisogna attrezzarsi per non affondare&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giungo alle conclusioni: poche ed essenziali.<\/strong><br \/>\nEsiste un terreno comune che accomuna tutti noi dell\u2019AICI. \u00c8 il terreno della democrazia, della libert\u00e0, della difesa dei diritti e del superamento delle disuguaglianze, del pluralismo culturale, dell&#8217;impegno per il dialogo fra diversi e per la coesione sociale. L\u2019AICI, infatti, nel suo insieme, come ha efficacemente sintetizzato nel suo intervento, Rosa Maiello, presidente dell&#8217;Associazione nazionale Biblioteche, &#8220;\u00e8 un modello di democrazia, un luogo di democrazia partecipativa&#8221;.<br \/>\nE poi dobbiamo ricordarci di mirare alto, anticipare il futuro, saper affrontare l&#8217;imprevisto, il cambiamento senza dimenticarci mai chi siamo e da dove veniamo perch\u00e9 se puntiamo semplicemente alla nostra sopravvivenza presto dovremo chiudere i battenti.<br \/>\nAnche noi come AICI e come singole Istituzioni dobbiamo saper navigare con il vento contrario e nella burrasca tenendo la barra a dritta per non perdere la direzione che abbiamo individuato e scelto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Rimando a un&#8217;altra newsletter l&#8217;illustrazione del workshop cui ho partecipato. Essa richiede una esposizione meticolosa e attenta delle informazioni raccolte che possono essere utili alla nostra Fondazione come ad altre istituzioni culturali.<\/strong><\/p>\n<div class=\"notranslate\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div class=\"notranslate\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div class=\"notranslate\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_single_image image=&#8221;13005&#8243; img_size=&#8221;full&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][vc_column_text] Uno sguardo al passato [\/vc_column_text][vc_column_text] Parte I AICI \u201cItalia \u00e8 cultura. Le sfide degli anni \u201920\u201d [\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;2\/3&#8243;][vc_column_text]Parte II &#8211; AICI \u201cItalia \u00e8 cultura. 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