{"id":11359,"date":"2021-04-29T17:10:29","date_gmt":"2021-04-29T15:10:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/?page_id=11359"},"modified":"2022-07-14T11:21:07","modified_gmt":"2022-07-14T09:21:07","slug":"attivita-20-2-3-2-2-2-3-2-3-2-4-2-3-2-2-3-2-5-2-2-3-5-2-2-3-3-2-3-3-2-3-2-2-2-2-2-2-2-2-3-2-2-3-2-3-2-2-4-2-2-2-2-2","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/?page_id=11359","title":{"rendered":"Alessandro Parola &#8211;  9-10 giugno  2022"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_single_image image=&#8221;11371&#8243; img_size=&#8221;full&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;2\/3&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h2><span style=\"color: #993300;\"><strong>Democracy beyond revolution<br \/>\n<\/strong><\/span><\/h2>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]<strong>9-10\u00a0 giugno 2022<\/strong><\/p>\n<p>Milano[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>Con la pubblicazione del volume <em>Quando l\u2019operaio diventa cittadino. Statuto dei lavoratori: una storia di diritti<\/em> (Roma 2016), la Fondazione Carlo Donat-Cattin di Torino ha intrapreso una ricerca storica incentrata sulla stagione politica e sindacale degli anni \u201950 e \u201960 del secolo scorso, segnati da uno sviluppo industriale tanto impetuoso quanto irregolare, oltre che problematico per la difesa delle libert\u00e0 personali e collettive dei lavoratori.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quel lavoro sulla genesi, i contenuti e il percorso di approvazione dello Statuto dei lavoratori ha certamente evidenziato un contributo proteiforme delle culture politiche e sindacali del tempo. In particolare, grazie alla collezione di fonti archivistiche di varia provenienza, \u00e8 stato possibile enucleare l\u2019evoluzione del partito della Democrazia cristiana, nella sua parabola d\u2019uscita dal centrismo al centrosinistra. La collaborazione con i socialisti, specie in tema di dignit\u00e0, libert\u00e0 e sicurezza nei luoghi di lavoro, fu un\u2019azione necessaria per il pi\u00f9 generale piano di riforme atto ad affrontare i ritardi del Paese non meno che i nuovi problemi posti dalla trasformazione economico-sociale. E nel caso dello Statuto la scelta governativa si risolse essenzialmente in una promozione della legislazione di appoggio e dell\u2019investimento nel sindacato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La ricostruzione ha riguardato sia i protagonisti di quella vicenda (da Pietro Nenni a Giacomo Brodolini, da Gino Giugni a Carlo Donat-Cattin) sia le istanze pi\u00f9 profonde della societ\u00e0 italiana espresse da movimenti, associazioni, <em>milieu<\/em> culturali capaci di animare e orientare l\u2019opinione pubblica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa direzione si potrebbero ancora gettare diverse sonde. I depositi archivistici restituiscono oggi nuove stratificazioni, cos\u00ec come non sarebbe difficile ampliare il raggio delle consultazioni della pubblicistica di settore. Esiste poi una serie di significative videointerviste realizzate a una serie di attori e testimoni dei momenti nodali dell\u2019elaborazione dello Statuto dei lavoratori. Tra gli altri si segnalano i colloqui con Giuseppe De Rita, Pierre Carniti, Giovanni Bianchi, Giuseppe Tamburrano, Giorgio Benvenuto. Si tratta di un patrimonio importante, ancora sostanzialmente da valorizzare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Convegno Universit\u00e0 Cattolica<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Fondazione Donat-Cattin ha partecipato al convegno <em>Democracy beyond revolution<\/em> organizzato dall\u2019Archivio \u201cMario Romani\u201d dell\u2019Universit\u00e0 Cattolica di Milano. Si \u00e8 trattato di una importante assise scientifica internazionale, che ha fatto il punto sugli studi in materia di cristianesimo sociale in Europa e in America Latina. Il nostro contributo, predisposto da Alessandro Parola, ha illustrato i risultati delle ricerche condotte sulla stagione sindacale del 1969\u00a0 e sull\u2019approvazione dello Statuto dei lavoratori. Una vicenda che mette in luce un nuova e complessa relazione tra azione sindacale ed azione politica e governativa con al centro il ruolo del ministro democristiano Carlo Donat-Cattin. Anticipiamo ampi stralci della relazione del prof. Parola, che sar\u00e0 pubblicata negli atti del convegno.<\/p>\n<div class=\"notranslate\" style=\"all: initial;\"><\/div>\n<p>[\/vc_column_text][vc_single_image image=&#8221;11377&#8243; img_size=&#8221;full&#8221;][vc_column_text]<\/p>\n<h2><span style=\"color: #993300;\"><strong>Una stagione del riformismo<br \/>\nI diritti dei lavoratori in Italia<\/strong><\/span><\/h2>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]<strong>di Alessandro Parola<br \/>\n<\/strong>[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][vc_column_text]<span style=\"color: #993300;\"><strong>Testo scorrevole \u2794 <\/strong><\/span><br \/>\nPosizionarsi con il puntatore del mouse all&#8217;interno del testo e scorrere su e gi\u00f9 con le freccie della tastiera.[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;2\/3&#8243;]<style id=ts-advanced-textblock-container-2949559-style type=\"text\/css\">body #ts-advanced-textblock-container-2949559{position:relative;width:100%;display:block;float:none;color:#696969;font-size:14px;font-style:normal;line-height:1.5;font-weight:normal;text-align:left;text-transform:none;text-decoration:none;text-indent:0;padding-top:0;padding-right:0;padding-bottom:0;padding-left:0;margin-top:0;margin-right:0;margin-right:auto;margin-bottom:0;margin-left:0;margin-left:auto;border-style:solid;border-top-style:solid;border-right-style:solid;border-bottom-style:solid;border-left-style:solid;border-width:1px;border-radius:0;border-top-width:0;border-top-left-radius:0;border-right-width:0;border-top-right-radius:0;border-bottom-width:0;border-bottom-right-radius:0;border-left-width:0;border-bottom-left-radius:0;border-color:#ccc;border-top-color:#ccc;border-right-color:#ccc;border-bottom-color:#ccc;border-left-color:#ccc;background-image:none;background-color:transparent}<\/style><div id=\"ts-advanced-textblock-container-2949559\" class=\"ts-advanced-textblock-container    \" data-viewport-class=\"ts-infinite-css-\" data-viewport-offset=\"bottom-in-view\" data-viewport-delay=\"0\" data-viewport-opacity=\"1\" data-viewport-mobile=\"false\" data-shadow-active=\"false\" data-shadow-class=\"\" ><div id=\"ts-advanced-textblock-content-2949559\" class=\"ts-advanced-textblock-content\"><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">I decenni degli anni \u201950 e \u201960 del secolo scorso sono stati indubbiamente caratterizzati per l\u2019Italia dalle maggiori trasformazioni sociali, economiche e culturali. In corrispondenza del boom economico, vi \u00e8 stata un\u2019evoluzione profonda della realt\u00e0 produttiva industriale, con importanti ricadute sulle condizioni dei lavoratori. Di conseguenza, il quadro politico e sindacale si \u00e8 trovato a fare i conti con situazioni inedite, di grandi potenzialit\u00e0 non meno che di forti tensioni e discussioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 in questo alveo che la questione dei diritti dei lavoratori ha registrato un\u2019accelerazione. Non perch\u00e9 vi sia stata una <em>reconquista <\/em>della classe lavoratrice, ma per la maturazione dei rapporti socio-economici, politici e sindacali a cui portarono i propositi riformatori e i movimenti di massa. L\u2019esito iconico \u00e8 stato lo Statuto dei lavoratori, che per legge ha fissato alcuni diritti fondamentali, affidandoli perlopi\u00f9 alla tutela dei sindacati. Ai quali \u00e8 stata indicata la strada dei nuovi mezzi partecipativi e dell\u2019evoluzione verso forme sempre pi\u00f9 democratiche. Interessante notare come questo investimento sia stato frutto del confronto di due filosofie: la linea garantistica o costituzionalistica, per la quale era necessaria una normativa che ribadisse per i lavoratori i diritti garantiti dalla Costituzione a tutti i cittadini; la linea promozionale che richiedeva un riconoscimento del ruolo del sindacato per radicarlo nei luoghi di lavoro e attribuirgli una serie di prerogative, al fine di consentirgli di tutelare i diritti dei lavoratori nel concreto della vita aziendale. Resta da rimarcare la spinta dell\u2019autunno caldo. Non tanto le carte, quanto le testimonianze di chi ha vissuto quell\u2019epoca dicono che le esigenze dei lavoratori, a un certo punto, si sono imposte e hanno richiesto risposte concrete.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Fondazione Carlo Donat-Cattin di Torino ha promosso una ricerca complessiva sulla stagione del riformismo e sull\u2019iter che ha portato all\u2019approvazione della legge n. 300 del 1970. Il primo risultato \u00e8 stato quello di selezionare e raccogliere le fonti disponibili: dall\u2019archivio della Presidenza del consiglio dei ministri e del Ministero del lavoro, i cui fondi si trovano presso l\u2019Archivio Centrale dello Stato, alle carte politiche e sindacali di enti, associazioni, fondazioni omologhe che a diverso titolo hanno contribuito a mantenere viva la memoria storica dei protagonisti di allora. Ben presto si \u00e8 quindi manifestata un\u2019altra esigenza, ovvero quella di ascoltare i superstiti, mettere insieme ricordi e testimonianze, ovvero costruire un archivio di fonti orali. Una ricognizione che ha fatto riscoprire anche una certa quantit\u00e0 di fonti audiovisive dell\u2019epoca, molte delle quali scaturite dall\u2019esperienza dei documentari del maggio francese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esito \u00e8 stato la pubblicazione di <em>Quando l\u2019operaio diventa cittadino<\/em>, con un saggio dell\u2019ex segretario nazionale della Cisl, Annamaria Furlan. In sintesi quella ricerca ha cercato di dimostrare che quella dello Statuto dei lavoratori non pu\u00f2 essere narrata come una storia di parte. Serve perlomeno una prospettiva plurale: una storia di pi\u00f9 parti, o meglio ancora storie diverse e complementari di parti che hanno contribuito a individuare una soluzione condivisa a un problema di comune responsabilit\u00e0 istituzionale. Centrale \u00e8 poi il riconoscimento delle radici antiche dei diritti dei lavoratori, che affondano in una dimensione non economica e che traggono la loro ragion d\u2019essere dai valori moderni dell\u2019equit\u00e0, della salute e della sicurezza dei luoghi di lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno studio che si \u00e8 giocoforza intrecciato con le biografie politiche di chi svolse un ruolo decisivo per giungere all\u2019approvazione dello Statuto: Giacomo Brodolini e Gino Giugni, prima, e Carlo Donat-Cattin, poi. E attorno a loro una Commissione di studio che, come spesso avviene, lavor\u00f2 nell\u2019ombra per preparare una posizione governativa sulle principali questioni inerenti lo Statuto. Ne fecero parte Giuseppe De Rita (consigliere delegato del Censis), Antonino Freni (vice avvocato di Stato), Federico Mancini (professore di diritto del lavoro all\u2019universit\u00e0 di Bologna), Giuseppe Pera (professore di diritto del lavoro all\u2019universit\u00e0 di Pisa), Ubaldo Prosperetti (professore di diritto del lavoro all\u2019universit\u00e0 di Roma), Luciano Spagnuolo Vigorita (professore di diritto del lavoro all\u2019universit\u00e0 di Bari), Giuseppe Tamburrano (referendario presso il Senato), Luciano Ventura (avvocato patrocinante in Cassazione). Il perimetro tematico lo aveva definito Gino Giugni: \u201ctutela della libert\u00e0 dei lavoratori, promozione del sindacato all\u2019interno dell\u2019azienda, mezzi di garanzia di tali principi fondamentali\u201d. Il tutto nell\u2019ottica di un potenziamento del sindacato, contro chi ne invocava invece un superamento. In quel contesto, come sappiamo, nacque la valorizzazione dell\u2019esercizio di alcuni diritti fondamentali, quali l\u2019assemblea\u00a0\u00a0 , il divieto di discriminazione, la parit\u00e0 di trattamento. Misure che puntavano a inverare i diritti costituzionali attraverso l\u2019incentivazione della sindacalizzazione. Il nucleo essenziale dello Statuto fu quindi delineato in quella sede, perch\u00e9 potesse avviarsi una successiva traduzione legislativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molti sono i contributi di analisi e interpretazione che i testimoni oculari hanno offerto e in qualche caso possono ancora fornire. Nell\u2019intervista concessa da Pierre Carniti (un video domestico e artigianale, ma inedito), l\u2019ex sindacalista scomparso nel 2018 ha ben messo in evidenza come il tema del lavoro non si possa circoscrivere ad un ambito ristretto o a un segmento staccato della vita umana, in quanto con le lotte operaie e sindacali esso era diventato un emblema dell\u2019intera esistenza, che involve il destino di tutto il genere umano. Ecco perch\u00e9 lo Statuto rappresent\u00f2 il culmine di un riconoscimento della storia del lavoro come storia di civilt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le questioni aperte e sostanzialmente insolute della ricerca sono diverse. Anzitutto un\u2019analisi di quel che \u00e8 avvenuto dopo la promulgazione della legge n. 300. Ovvero l\u2019applicazione, l\u2019interpretazione e anche le situazioni di contenzioso che ha generato, fino alle sentenze giudiziarie. Rappresentano un esempio del problematico rapporto tra magistratura e politica, che \u00e8 stato un fattore costante della storia repubblicana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poi ci sarebbe da gettare una sonda sull\u2019evoluzione del sindacato dopo lo Statuto. Il radicamento in azienda, la capacit\u00e0 contrattuale, l\u2019autofinanziamento furono indubbiamente delle conquiste. Ma si accompagnarono a forme di involuzione aziendale, spinte corporative, dissociazione dalla base. Un sindacato che grazie allo Statuto accentu\u00f2, nel corso degli anni, la propria influenza politica, diventando un interlocutore forte su tutti gli aspetti della vita sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questa disamina potranno e dovranno contribuire quegli enti che, come la Fondazione Donat-Cattin, dispongono di molto altro materiale e hanno per statuto e missione l\u2019obiettivo di tenere desta la memoria di quella stagione, ricca di fermenti sociali, di contributi culturali e di nuovi orizzonti politico-sindacali.<\/p>\n<p><\/div><\/div>[vc_separator color=&#8221;white&#8221; css=&#8221;.vc_custom_1656589836058{padding-top: 10px !important;}&#8221;][vc_single_image image=&#8221;11365&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; style=&#8221;vc_box_shadow_3d&#8221;][vc_single_image image=&#8221;11367&#8243; img_size=&#8221;full&#8221; style=&#8221;vc_box_shadow_3d&#8221;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_single_image image=&#8221;11371&#8243; img_size=&#8221;full&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;2\/3&#8243;][vc_column_text] Democracy beyond revolution [\/vc_column_text][vc_column_text]9-10\u00a0 giugno 2022 Milano[\/vc_column_text][vc_column_text] Con la pubblicazione del volume Quando l\u2019operaio diventa cittadino. Statuto dei lavoratori: una storia di diritti (Roma 2016), la Fondazione Carlo Donat-Cattin di Torino ha intrapreso una ricerca storica incentrata sulla stagione politica e sindacale degli anni \u201950 e \u201960 del secolo scorso, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":11,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/11359"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/11"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=11359"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/11359\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=11359"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}