{"id":11185,"date":"2021-04-29T17:10:29","date_gmt":"2021-04-29T15:10:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/?page_id=11185"},"modified":"2024-07-03T11:55:58","modified_gmt":"2024-07-03T09:55:58","slug":"attivita-20-2-3-2-2-2-3-2-3-2-4-2-3-2-2-3-2-5-2-2-3-5-2-2-3-3-2-3-3-2-3-2-2-2-2-2-2-2-2-3-2-2-3-2-3-2-2-4-2-2-2","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/?page_id=11185","title":{"rendered":"Ciriaco De Mita &#8211;  26 maggio  2022"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_single_image image=&#8221;11199&#8243; img_size=&#8221;full&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;2\/3&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h2><span style=\"color: #993300;\"><strong>Ciriaco De Mita (1928-2022)<br \/>\n<\/strong><\/span><\/h2>\n<p>[\/vc_column_text]<div id=\"ts-vcsc-image-gallery-6451731\" class=\"ts-image-gallery-wrapper ts-lightbox-nacho-frame   \" data-style=\"flipster\" data-break-parents=\"6\" data-inline=\"false\" style=\"margin-top: 0px; margin-bottom: 0px; position: relative;\"><\/div>[vc_column_text]<\/p>\n<div class=\"kvgmc6g5 cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\" style=\"text-align: center;\">Alcune fotografie di Carlo Donat-Cattin con Ciriaco De Mita<\/div>\n<\/div>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Scompare con Ciriaco De Mita una delle pi\u00f9 significative figure del cattolicesimo politico della seconda met\u00e0 del Novecento.<\/strong><br \/>\n\u00c8 stato il pi\u00f9 importante leader della \u201csinistra politica\u201d della Democrazia Cristiana, sovente in dialettica con quella sociale di Carlo Donat-Cattin.<br \/>\nHa interpretato in modo coerente un\u2019idea di riformismo centrato sulla dialettica tra le forze politiche, e tra i primi ha intuito l\u2019importanza che assumeva per la trasformazione della societ\u00e0 italiana un organico disegno di riforma istituzionale.<br \/>\nSe questa impostazione lo portava talvolta a mettere in secondo piano la concretezza delle questioni sociali, superava questa contraddizione con una raffinata capacit\u00e0 di analisi dei problemi della societ\u00e0 italiana e dei limiti del suo sviluppo.<br \/>\n\u00c8 stato, fino alla fine, un convinto sostenitore del ruolo politico dei cattolici, e noi lo ricordiamo anche per l\u2019ultimo importante tentativo di rinnovamento della Democrazia Cristiana, quello della \u201cstagione degli esterni\u201d degli anni \u201980.<br \/>\nDi Ciriaco De Mita riparleremo presto nel lavoro che stiamo conducendo sul cattolicesimo politico del secondo dopoguerra.[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #993300;\"><strong><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-11212 \" src=\"http:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Terzafase_1989-10-339x450.jpg\" alt=\"\" width=\"320\" height=\"425\" srcset=\"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Terzafase_1989-10-339x450.jpg 339w, https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Terzafase_1989-10-770x1024.jpg 770w, https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Terzafase_1989-10-768x1021.jpg 768w, https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Terzafase_1989-10-1156x1536.jpg 1156w, https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/Terzafase_1989-10.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 320px) 100vw, 320px\" \/><\/strong><\/span><span style=\"color: #993300;\"><strong>Il convegno di Saint-Vincent del 1989 \u00e8 stato dedicato da Forze Nuove alla ricerca di una nuova convergenza delle sinistre democristiane, per affrontare insieme la crisi del partito. I principali interventi sono stati pubblicati sulla rivista Terzafase, numero X, Anno VII, ottobre 1989. <\/strong><strong>Riproponiamo quello di Ciriaco De Mita.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>&#8220;Da tempo il nostro ordinamento istituzionale \u00e8 entrato in difficolt\u00e0. Il problema centrale \u00e8 quello della stabilit\u00e0 del governo. Il processo di crescente divaricazione tra i partiti che concorrono a formare le coalizioni non \u00e8 legato al temperamento delle persone, ma alle diverse strategie politiche. La Dc deve saper dare risposte chiare, recuperando la lezione sturziana. Un partito \u00e8 popolare se sa rispondere ai bisogni della gente. E le istituzioni devono essere garanzia della possibilit\u00e0 di cambiamento&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][vc_column_text]<span style=\"color: #993300;\"><strong>Testo scorrevole \u2794\u00a0<\/strong><\/span><br \/>\nPosizionarsi con il puntatore del mouse all&#8217;interno del testo e scorrere su e gi\u00f9 con le freccie della tastiera.[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;2\/3&#8243;]<style id=ts-advanced-textblock-container-7862033-style type=\"text\/css\">body #ts-advanced-textblock-container-7862033{position:relative;width:100%;display:block;float:none;color:#696969;font-size:14px;font-style:normal;line-height:1.5;font-weight:normal;text-align:left;text-transform:none;text-decoration:none;text-indent:0;padding-top:0;padding-right:0;padding-bottom:0;padding-left:0;margin-top:0;margin-right:0;margin-right:auto;margin-bottom:0;margin-left:0;margin-left:auto;border-style:solid;border-top-style:solid;border-right-style:solid;border-bottom-style:solid;border-left-style:solid;border-width:1px;border-radius:0;border-top-width:0;border-top-left-radius:0;border-right-width:0;border-top-right-radius:0;border-bottom-width:0;border-bottom-right-radius:0;border-left-width:0;border-bottom-left-radius:0;border-color:#ccc;border-top-color:#ccc;border-right-color:#ccc;border-bottom-color:#ccc;border-left-color:#ccc;background-image:none;background-color:transparent}<\/style><div id=\"ts-advanced-textblock-container-7862033\" class=\"ts-advanced-textblock-container    \" data-viewport-class=\"ts-infinite-css-\" data-viewport-offset=\"bottom-in-view\" data-viewport-delay=\"0\" data-viewport-opacity=\"1\" data-viewport-mobile=\"false\" data-shadow-active=\"false\" data-shadow-class=\"\" ><div id=\"ts-advanced-textblock-content-7862033\" class=\"ts-advanced-textblock-content\"><\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #993300;\">La sfida al declino parte dalla riforma istituzionale<\/span><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">di <strong>Ciriaco De Mita<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cari amici, quando con Donat-Cattin, in uno dei suoi rarissimi momenti di cor\u00addiale umanit\u00e0 (lo dico scherzando), concor\u00addai che sarei venuto al vostro Convegno di Saint Vincent, per la verit\u00e0 immaginavo di arrivare all\u2019inizio e fermarmi per ascoltare. Questo mi avrebbe consentito di dire anche la mia opinione come concorso alla discus\u00adsione.<br \/>\nPoi, per errori della memoria, ho scoperto che domani e dopodomani avevo degli im\u00adpegni, qualcuno di ordine politico, altri di ordine familiare e, quindi, ho deciso di ve\u00adnire oggi. E di venire soprattutto ad ascol\u00adtare, perch\u00e9 ritengo che la novit\u00e0, nel rap\u00adporto tra me e Forze Nuove, sia questa de\u00adcisione di dialogare, che \u00e8, credo, un fatto politico di non secondaria importanza. Il di\u00adscorso era il fatto di venire, ritenendo che in politica si raggiunge un livello di impegno pi\u00f9 alto quando la discussione \u00e8 viva. Poich\u00e9 io non ho mai pensato che in politi\u00adca ci siano i portatori di verit\u00e0, \u00e8 il confron\u00adto delle opinioni che concorre a ricercare la migliore soluzione possibile. E acquista ruo\u00adlo chi con la propria opinione riesce ad in\u00addicare la soluzione possibile. Poi condivido anche il titolo del vostro con\u00advegno, la sinistra possibile, anche se ho qual\u00adche difficolt\u00e0, questo lo dico da un po\u2019 di anni, ad individuare uno spazio nel momen\u00adto in ali bisogna cambiare. Noi siamo in pre\u00adsenza della crisi del sistema politico e imma\u00adginare di ritagliarsi, o di occupare uno spa\u00adzio in un sistema in crisi mi sembra infatti una cosa in contraddizione. Per\u00f2 il cambiamento avviene con i piedi nella realt\u00e0. E credo \u2014 questo per ragioni oggettive \u2014 che quelli che nella storia della De\u00admocrazia Cristiana si sono collocati nello spazio tradizionalmente occupato dalla sini\u00adstra, (anche se non \u00e8 che gli altri non lo ab\u00adbiano fatto) complessivamente hanno sem\u00adpre tentato uno sforzo in pi\u00f9 di ricerca della motivazione del loro impegno. Starei per dire che \u00e8 questo ricordo che ci unisce. Ma il ricordo non basta, e quindi bi\u00adsogna fare in modo che il ricordo diventi il presupposto per una nuova capacit\u00e0 di rifles\u00adsione della quale abbiamo bisogno tutti. Detto questo, potrei fermarmi una seconda volta. Ma qui, oggi, ho ascoltato, in uno de\u00adgli interventi, una interpretazione del mio pensi\u00e8ro sulle istituzioni che per la verit\u00e0 non coincide con quello che io penso. Non \u00e8 col\u00adpa di chi l\u2019interpreta, ma \u00e8 colpa mia che d\u00f2 o per scontate alcune cose o perdio, in ma\u00adniera distratta, lascio sedimentare impressio\u00adni e giudizi che evidentemente poi diventa\u00adno la mia opinione e non la opinione di chi mi giudica.<br \/>\nDa tempo, e credo adesso a maggior ragio\u00adne, sono convinto che il tipo di ordinamen\u00adto istituzionale del nostro Paese sia entrato in difficolt\u00e0. Le ragioni della difficolt\u00e0 so\u00adno due: una \u00e8 storica, perch\u00e9 alcuni aspetti dell\u2019ordinamento istituzionale, gi\u00e0 quando venne elaborata la Costituzione, affrontaro\u00adno, ma non risolsero il problema della sta\u00adbilit\u00e0 del governo.<br \/>\nE quando parlo di stabilit\u00e0 del governo non mi riferisco solo al governo centrale, parlo dei vari livelli di governo. L\u2019ho detto in qual\u00adche altra circostanza e lo ripeto qui: questa deficienza, o questa carenza nell\u2019ordinamen\u00adto fu risolta politicamente con la maggioran\u00adza assoluta della Democrazia Cristiana. Per questo noi non abbiamo avvertito subi\u00adto questa difficolt\u00e0. E successivamente, que\u00adsta carenza venne supplita dalle politiche di coalizione, che sono la grande novit\u00e0 della storia democratica italiana del dopoguerra (quella degasperiana), attraverso la solida\u00adriet\u00e0 tra forza affini per affrontare e risol\u00advere i problemi di un Paese in trasformazio\u00adne, conservando le condizioni della demo\u00adcrazia.<br \/>\nForse come Democrazia Cristiana dovremmo dar luogo ad una riflessione serena, non solo per eruditi, per storici, ma anche per i semplici cittadini sulla esperienza politica del nostro Paese.<br \/>\nPerch\u00e9 credo che in molti di noi sia stata me\u00admorizzata pi\u00f9 di una falsificazione sulla sto\u00adria civile e politica del nostro Paese, presen\u00adtata spesso come uno scontro tra conserva\u00adzione e progresso, con la singolarit\u00e0 che og\u00adgi proprio le forze presentale come quelle del progresso sono in crisi rispetto alle forze co\u00adsiddette di conservazione. Questo forse ci aiuterebbe a rispondere meglio a polemiche strumentali che caratterizzano il dibattito tra le forze politiche, anche in questi giorni. Adesso la risposta politica che si era deter\u00adminata nel tempo alla carenza istituzionale di un governo stabile \u00e8 saltata. Questo \u00e8 av\u00advenuto per un insieme di ragioni che sareb\u00adbe lungo enumerare, ma anche per un con\u00adcorso di circostanze diverse, che hanno se\u00adgnato la stagione della contestazione nelle varie societ\u00e0 progredite, e nel nostro Paese in maniera particolare. Perch\u00e9 il giudizio sulla contestazione del \u201968 anche noi lo abbiamo accompagnato o con una eccessiva comprensione anche delle co\u00adse che non erano comprensibili, o invece con\u00adia cancellazione delle motivazioni forti che hanno fatto esplodere quel fenomeno. La contestazione \u00e8 stata oggettivamente, in\u00addipendentemente dalle motivazioni, una ri\u00adbellione alle forme di democrazia partecipata all\u2019interno della gestione del potere delle isti\u00adtuzioni. Cos\u00ec, la domanda di partecipazio\u00adne reale in una societ\u00e0 cresciuta ancora oggi non ha risposta. Noi siamo ancora in pre\u00adsenza di questa crisi. E anche chi tra di noi \u2014 lo dico a Fontana, che \u00e8 quello un po\u2019 pi\u00f9 cristallizzato su questa formula \u2014 ritiene che oggi esistano le condizioni per riprodurre una solidariet\u00e0 tra le forze politiche, con ri\u00adferimento alle culture tradizionali delle for\u00adze politiche, io credo che insegna una illu\u00adsione che non ha riscontro nella realt\u00e0. Il processo di divaricazione crescente, anche tra partiti che concorrono a formare la stes\u00adsa coalizione, non \u00e8 legato all\u2019umore o al temperamento delle persone, ma alla diver\u00adsa strategia politica che ormai sottende le proposte dei partiti, compresi quelli che dan\u00adno vita insieme a forme di governo. Questo \u00e8 il dato su quale la Democrazia Cristiana deve riflettere per non correre il ri\u00adschio, se non di andare all\u2019opposizione, di trovarsi comunque all\u2019angolo senza che ci sia uno scontro vero tra proposte politiche di\u00adverse nel nostro Paese. Io so che voi, soprattutto voi di Forze Nuo\u00adve, ma anche tanti amici dell\u2019altra sinistra, paventate il rischio che la Dc possa diventa\u00adre partito moderato. Secondo me questo \u00e8 un pericolo che non c\u2019\u00e8. La Dc corre un ri\u00adschio diverso, che \u00e8 quello di scomparire, non di diventare partito moderato. Ma un partito popolare \u2014 e la Dc \u00e8 un partito po\u00adpolare \u2014 se rimane vivo questo rischio non lo corre. E un partito popolare \u00e8 tale se si radica nella societ\u00e0 come strumento espres\u00adsivo della pluralit\u00e0 degli interessi in con\u00adtrasto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Dc non sarebbe partito popolare se fos\u00adse solo il partito dei disoccupati. Voglio di\u00adre che non \u00e8 la qualit\u00e0 dell\u2019interesse a carat\u00adterizzare un partito come forza popolare, ma \u00e8 la capacit\u00e0 di rappresentare la pluralit\u00e0 de\u00adgli interessi. Qui \u00e8 stata detta una cosa vera: che la nostra societ\u00e0 si \u00e8 corporativizzata e, quindi, la politica sta diventando sempre pi\u00f9 estranea, mentre noi con le nostre giacula\u00adtorie rischiamo di aggravare questo sistema se non correggiamo i meccanismi entro i quali avvengono le decisioni politiche con ri\u00adferimento ai processi sociali. Un partito popolare \u00e8 tale se rappresenta in\u00adsieme gli interessi costituiti, anche quelli for\u00adti, e le speranze, non solo gli interessi debo\u00adli, degli altri cittadini. La grande lezione sturziana \u00e8 questa. Noi sembriamo a volte aver\u00adlo dimenticato: la forza del partito popola\u00adre sta nell\u2019utilizzare gli interessi forti come presupposto per una risposta alla speranza dei deboli, trasformando questa speranza in diritto. Perci\u00f2 Sturzo e De Gasperi hanno parlato sempre di democrazia possibile, non di democrazia con altri aggettivi. Sapendo che \u00e8 un processo che continua: le trasfor\u00admazioni che intervengono risolvono un pro\u00adblema, ma proprio la soluzione di quel pro\u00adblema ne genera altri che la politica \u00e8 chia\u00admata a risolvere.<br \/>\n\u00c8 in ordine a questo processo, caro Lello Lombardi, che le istituzioni diventano momento di garanzia. Non esistono le istituzioni che si sostituiscono ai processi della societ\u00e0. Le istituzioni, certo, in un dato momento si identificano con i processi nella societ\u00e0, ma la loro funzione \u00e8 la garanzia, perch\u00e9 la evo\u00adluzione cambia continuamente i termini del rapporto.<br \/>\nPer questo la concezione della politica che hanno i cattolici popolare \u00e8 diversa da quel\u00adla borghese, liberaldemocratica che assume alcune conquiste come le conquiste da con\u00adservare comunque, perch\u00e9 rispetto al passa\u00adto hanno risolto un problema, senza porsi per\u00f2 problemi del futuro. Ed \u00e8 diversa dalle concezioni marxiste, che rispetto alle diffi\u00adcolt\u00e0 compiono la stessa operazione, ma in maniera opposta, ipotizzando un tipo di so\u00adluzione definita e tentando di imporla alla societ\u00e0, indipendentemente dal grado di ac\u00adcettazione di quella soluzione da parte della societ\u00e0.<br \/>\nLa democrazia \u00e8 invece un processo conti\u00adnuo e le istituzioni debbono garantire que\u00adsto processo. Ora, la mia impressione \u00e8 che, in presenza di un distacco sempre pi\u00f9 forte tra i meccanismi di decisione politica e i pro\u00adcessi sociali reali, un po\u2019 tutti i partiti, tutti, esclusa la Democrazia Cristiana, giocano a lasciare inalterato il momento di crisi. Con\u00addivido l\u2019opinine di Bodrato su questo. Al\u00adcuni ipotizzano di realizzare nel nostro Pae\u00adse un passo avanti sul piano del processo democratico utilizzando formule schematiche inutili: vecchio-nuovo, conservazione-pro\u00adgresso, clericali-liberali. Le formule sono di\u00adverse, i fronti di liberazione si inventano, perch\u00e9 i nemici si descrivono, non sono quel\u00adli reali, non c\u2019\u00e8 lo scontro politico che si ri\u00adflette come proiezione dello scontro sociale. Questo \u00e8 un rischio per la Dc, se noi non ci facciamo carico di rimettere in moto il pro\u00adcesso di funzionamento dei meccanismi del potere, intendendo le istituzioni come i mec\u00adcanismi del potere diffuso. Infatti noi ri\u00adschiamo di saldare all\u2019insoddisfazione della gente \u2014 vorrei dirlo a Donat-Cattin, pei che mi pare che lui ha colto gi\u00e0 questo proble\u00adma \u2014 il desiderio alternativista del Partito comunista e l\u2019indicazione socialista della ele\u00adzione diretta del capo dello Stato come so\u00adluzione istituzionale.<br \/>\nIn realt\u00e0 \u00e8 l\u2019alternativa del desiderio, ma che pu\u00f2 diventare l\u2019alternativa possibile. A me non basta, rispetto a una tale eventua\u00adlit\u00e0, fare un Consiglio nazionale e votare al\u00adl\u2019unanimit\u00e0 che siamo contro l\u2019elezione di\u00adretta del capo dello Stato. In politica occupa lo spazio chi propone, non chi nega. In un mercato in cui tutti vendono un solo dentifricio si ha voglia di dire che non \u00e8 buono. La gente compra il dentifricio che c\u2019\u00e8. Poi esiste qualche sofisticato che non si lava i denti, per\u00f2, insomma, il dentifricio \u00e8 solo quello presente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco allora che, in presenza di questo dato, la connessione istituzione-ripresa dell\u2019inizia\u00adtiva politica diventa molto stretta. Non solo perch\u00e9 noi pensiamo ad un modello istitu\u00adzionale pluralista, ma perch\u00e9 noi crediamo ad un sistema di istituzioni diffuse. Anche negli anni \u201850 \u2014 Gerardo Bianco lo sa \u2014 io non ho mai patito la suggestione marxista, sono rimasto immune da questa tentazione. E cercavo di trovare le risposte politiche sem\u00adpre sul piano del pluralismo istituzionale, perch\u00e9 la democrazia \u00e8 forte quando il po\u00adtere \u00e8 diffuso nella societ\u00e0. E il potere diffuso nella societ\u00e0 deve trova\u00adre istituzioni che lo garantiscano. La non identificazione con nessun modello, per me non \u00e8 mai stata qualcosa di riduttivo rispet\u00adto ai processi di cambiamento, perch\u00e9 era in realt\u00e0 la possibilit\u00e0 del cambiamento conti\u00adnuo. Sempre chi ipotizza un modello defi\u00adnito come la soluzione, di fatto o compie un\u2019astrazione, o comunque pone un limite al divenire della storia. In questo c\u2019\u00e8 anche la nostra concezione culturale e religiosa. Perci\u00f2 io credo al pluralismo istituzionale. Alle volle, \u00e8 vero, io posso sembrare meno attento agli strumenti concreti perch\u00e9 que\u00adsto pluralismo si realizzi. Non \u00e8 cosi, per\u00f2. Io dico che il problema \u00e8 la stabilit\u00e0 del go\u00adverno: e ritengo che non ci sia una soluzio\u00adne ottimale per ottenerla. Esistono varie so\u00adluzioni. E la soluzione migliore \u00e8 quella che ha il massimo consenso di chi la pratica. Cio\u00e8, quando l\u2019obiettivo \u00e8 comune, lo stru\u00admento pi\u00f9 idoneo \u00e8 quello che raggiunge il maggior consenso.<br \/>\nQuesto non \u00e8 un fatto limitato alle istituzio\u00adni. Non si chiama un gruppo di professori di diritto costituzionale per ridiscgnarc il plu\u00adralismo istituzionale adeguato alla societ\u00e0 trasformta. \u00c8 sempre la politica, \u00e8 sempre la indicazione politica a creare il fatto che poi il diritto \u00e8 chiamato a garantire: ex fac\u00adto, orltur ius.<br \/>\nMa questo ancora non basta. Le istituzioni debbono garantire momenti pi\u00f9 larghi di partecipazione, ma per coprire il rapporto tra istituzioni e societ\u00e0 c\u2019\u00e8 bisogno del ruo\u00adlo del partito come forma di organizzazione degli interessi. Di un partito forte e vitale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Condizioni che rappresentano per me una preoccupazione, se Donat-Catt\u00ecn me lo con\u00adsente, molto pi\u00f9 forte della legalit\u00e0 interna. Dir\u00f2 solo questo. Quando c\u2019era qualche il\u00adlegalit\u00e0, il partito ha tentato un raccordo for\u00adte con la pubblica opinione, lo abbiamo vi\u00adsto nelle elezioni amministrative dell\u201985. Adesso mi auguro che si possa ripetere quel risultato, anche se i sintomi, i segnali, i fatti che ci sono di fronte credo che creino in cia\u00adscuno di noi notevoli preoccupazioni. Per la Democrazia Cristiana esiste questo problema: che essa \u00e8 partito popolare, non se noi lo recitiamo all\u2019inizio di ogni discor\u00adso, o lo scriviamo nello statuto. La Demo\u00adcrazia Cristiana \u00e8 partito popolare se i mili\u00adtanti, non gli elettori, i militanti della Demo\u00adcrazia Cristana sono la proiezione dei biso\u00adgni, delle speranze, degli interessi radicati nella societ\u00e0: ecco un problema che dovrem\u00admo discutere con molla seriet\u00e0, anche ai fi\u00adni della definizione della nuova legittimit\u00e0 di rappresentanza all\u2019interno della Democra\u00adzia Cristiana.<br \/>\nIo avr\u00f2 commesso tanti errori, lutti, ma cer\u00adtamente non quello di non aver avuto sem\u00adpre presente questa esigenza. E la mia preoc\u00adcupazione di questi ultimi mesi \u00e8 che il par\u00adtito, per com\u2019\u00e8, com\u2019\u00e8 organizzato, come si \u00e8 richiuso, come si sta richiudendo, rischia di diventare sempre meno la voce degli inte\u00adressi di queli che si riconoscono nella Demo\u00adcrazia Cristiana.<br \/>\nQuindi bisogna rifare il partito popolare, non nel senso di inventare un nuovo parti\u00adto. Quando si parla di una, o due, o tre de\u00admocrazie cristiane io rispondo che la Demo\u00adcrazia Cristiana \u00e8 una, perch\u00e9 il giorno in cui fossero due non ci sarebbe pi\u00f9 nessuno. N\u00e9 io ho mai immaginato, n\u00f2 immagino che un partito popolare, radicato nella societ\u00e0, consistente come la Democrazia Cristiana, possa essere un\u2019elite di intellettuali. Il pro\u00adblema \u00e8 risolvere la capacit\u00e0 di direzione po\u00adlitica del partito, fino al raccordo con l\u2019ulti\u00admo militante.<br \/>\nDa questo punto di vista l\u2019insegnamento di Moro \u00e8 insostituibile. Moro pu\u00f2 essere ac\u00adcusato d\u00ec lentezza, per\u00f2 aveva un disegno po\u00adlitico. Moro poteva avere carenze su singole operazioni progettuali, provvedimenti di go\u00adverno particolari, ma nella sua testa \u00e8 stata sempre presente una ipotesi strategica com\u00adplessiva del processo democratico, che ri\u00adguardava la Dc e l\u2019intero sistema politico: l\u2019attenzione di Moro agli altri partiti aveva questo significato.<br \/>\nUn partito ha la possibilit\u00e0 di diventare ege\u00admone quando, con riferimento alla storia e alle proposte degli altri partiti, \u00e8 in condi\u00adzioni di indicare la via d\u00ec marcia. La solidariet\u00e0 si fanno su questo dato e su questo dato si pu\u00f2 scoprire anche la solitu\u00addine. Le solidariet\u00e0 senza motivazione sono un sintomo di preoccupazione, non un sin\u00adtomo di forza. Moro ci ha insegnato questo e noi dobbiamo recuperare questa lezione, ritrovando, amici di Forze Nuove, la grande lezione del popolarismo cattolico, del po\u00adpolarismo sturziano. Questa lezione, in fon\u00addo che cosa ci ha detto? Che in un processo democratico, la partecipazione dei cittadini non pu\u00f2 esaurirsi nel momento del voto, de\u00adlegando la gestione del potere a chi \u00e8 man\u00addato a guidare le istituzioni. Il partito popolare \u00e8 lo strumento di salda\u00adtura continua tra il mandato dato e il riscon\u00adtro che si fa, non in termini giuridico-formali, ma in termini politici. Le sezioni, le strutture del partito, la capacit\u00e0 di elabo\u00adrazione del partito sono lo strumento attra\u00adverso il quale il singolo, il cittadino, l\u2019elet\u00adtore, il militante concorre, con una verifica permanente delle scelte compiute da chi nelle istituzioni ha il mandato espresso dal corpo elettorale. Sono tre momenti, istituzionale, politico e sociale, che si saldano insieme, an\u00adche se hanno una loro distinzione. Una riflessione vorrei fare anche sullo Sta\u00adto sociale. Adesso che anche i comunisti sem\u00adbrano averlo capito, vorrei che fosse chiaro anche tra di noi. Io non ho mai immaginato, non \u00e8 scritto da nessuna parte e non l\u2019ho proposto mai da nessuna parte, che bisognava operare il ri\u00adsanamento eliminando la tutela degli spazi sociali.<br \/>\nTra l\u2019altro \u00e8 un\u2019operazione, secondo me, im\u00adpossibile anche per chi volesse farla, perch\u00e9 la tutela degli spazi sociali coincide col mas\u00adsimo di sviluppo delle libert\u00e0 individuali nel nostro Paese. Non sarebbe un\u2019operazione semplice per chi volesse tentarla e, questo s\u00ec, aprirebbe un processo di involuzione demo\u00adcratica.<br \/>\nIo da tempo ho cercato di compiere una di\u00adstinzione, che adesso, mi pare, sta diventan\u00addo pi\u00f9 comprensibile. La distinzione tra l\u2019og\u00adgetto, la tutela del bisogno e gli strumenti. La mia domanda (ma mi sembra che sia an\u00adche la vostra, tanto che potremmo discuter\u00adla in convegni comuni invece che divisi), la mia domanda \u00e8: come, all\u2019interno dell\u2019ordi\u00adnamento, possa ridursi lo spazio di burocra\u00adtizzazione che genera l\u2019inefficienza, per non parlare d\u2019altro, e conservare invece la tutela del bisogno. Con molta franchezza, avendo individuato il problema, io non mi sentirci di dire: que\u00adsta \u00e8 la soluzione istituzionale che lo risol\u00adve. Avevo pregato De Rita, negli anni pas\u00adsati, di simulare delle forme tecniche di so\u00adluzione di questo problema. E mi sembra che con Donat-Cattin avevamo trovato un pun\u00adto di incontro, proprio a proposito del de\u00adcreto fatto sui cosiddetti tickets. Con Donat-Cattin avevamo trovato l\u2019intesa secondo me giusta, (di questo nessuno ha parlato, si \u00e8 parlato solo della parte fiscale del decreto, non della proposta strutturale innovativa) di anticipare con alcune norme la modifica del sistema dell\u2019organizzazione sanitaria per sol\u00adlecitare il Parlamento a provvedere poi con legge ordinaria alla sistemazione definitiva del nuovo servizio sanitario. Adesso leggo che a Bologna il Partito Comu\u00adnista, che negli anni passati si era impiccato su una concezione tutta burocratizzata del\u00adla sanit\u00e0, decide di muoversi proprio nella nostra logica, proponendo un criterio che fra l\u2019altro \u00e8 contenuto nella legge di riordino dei poteri locali. Una legge di grande valore innovativo, perch\u00e9 non ipotizza l\u2019esercizio di tutte le facol\u00adt\u00e0 da parte dell\u2019ente locale, ma affida al Co\u00admune la possibilit\u00e0 di organizzare i servizi in rapporto ai bisogni della comunit\u00e0, la\u00adsciandolo libero di farlo nella maniera pi\u00f9 efficiente. Per cui pu\u00f2 ricorrere all\u2019azienda pubblica se non c\u2019\u00e8 chi gestisce un determi\u00adnato servizio, ma se c\u2019\u00e8 chi lo gestisce lo af\u00adfida, in termini di convenienza economica, a chi sa farlo.<br \/>\nScoprire che le affissioni possono essere af\u00adfidate a un privato e non a otto impiegati del comune, i quali anzich\u00e9 affiggere i manife\u00adsti fanno cose diverse, scoprire questo non \u00e8 difficile.<br \/>\nIl problema \u00e8 operare una distinzione tra og\u00adgetto, o bisogno da tutelare, e strumento. N\u00e9 io immagino che noi dobbiamo stabilire con una norma che il servizio debba essere fatto per forza da privati.<br \/>\nMi e capitato di dire, in alcune circostanze, ma soprattutto al Convegno dell\u2019Anci a To\u00adrino, l\u2019anno scorso, che cos\u00ec facendo noi avremmo la possibilit\u00e0, amici della Demo\u00adcrazia Cristiana, di recuperare un altro va\u00adlore forte della tradizione dei cattolici. La esperienza delle Casse di Risparmio e delle Opere Pie, in fin dei conti, era proprio la uti\u00adlizzazione di un patrimonio in funzione del\u00adla soddisfazione di un bisogno senza fine di lucro.<br \/>\nE paradossalmente, potremmo creare nel mercato una competizione tra chi organizza il servizio per speculare e chi organizza il ser\u00advizio in funzione dell\u2019interesse dei cittadini. Il capitale pubblico, allora, non assume il si\u00adgnificato di alimento della burocratizzazio\u00adne inefficiente, ma d\u00e0 vita ad un\u2019azienda che, non avendo fini di lucro, ha la possibi\u00adlit\u00e0 di utilizzare le risorse in pi\u00f9, che il pri\u00advato certamente sottrae per il profitto a cui mira, in maniera da qualificare meglio il ser\u00advizio. Ma la regola dell\u2019efficienza viene da\u00adta dall\u2019offerta in concorrenza, non \u00e8 data dalla pubblicizzazione di gestione. Una regola deve sempre esserci. Se fosse ve\u00adro che il mercato da solo risolve tutti i pro\u00adblemi, non si riesce a capire perch\u00e9 il mer\u00adcato selvaggio quando c\u2019era ne ha creati tan\u00adti, provocando anche il prevalere di risposte sbagliate, come quelle del marxismo. E allora, amici della Democrazia Cristiana, amici della sinistra democratica cristiana, credo che questo pu\u00f2 essere, almeno questo, un punto di accordo. Poi vedremo come ge\u00adstirlo, poich\u00e9 io sono convinto che le socie\u00adt\u00e0, pi\u00f9 si sviluppano e pi\u00f9 questi problemi fanno emergere, scoprendo di volta in volta nuove forme di bisogni non tutelati. Non c\u2019\u00e8 una politica economica che come ta\u00adle, di per s\u00e9, risolve i problemi di chi \u00e8 emar\u00adginato dal processo di trasformazione. Tut\u00adti i processi di trasformazione anzi hanno la tendenza a generare nuovi fenomeni di emar\u00adginazione.<br \/>\nIl ruolo dei partiti popolari allora \u00e8 garanti\u00adre il processo democratico, reimmetlendo continuamente quelli che il processo di trasformazione emargina al centro del sistema, senza la pretesa che questo avvenga una vol\u00adta per sempre, ma scegliendo sempre tutti quelli che sono emarginati e tutelandoli al\u00adl\u2019interno di questa visione generale. Questa era la concezione del partito popo\u00adlare di Sturzo, e questa \u00e8 la ragione di fon\u00addo per cui la Democrazia Cristiana \u00e8, anco\u00adra oggi, una forza centrale nell\u2019equilibrio po\u00adlitico del nostro Paese. Queste motivazioni per\u00f2 s\u00ec sono notevolmen\u00adte disperse nella nostra convinzione e nella nostra memoria. E questo tipo di impegno appare spesso sempre pi\u00f9 lontano dalla quo\u00adtidianit\u00e0 dei nostri comportamenti politici. Io credo che tutto il partito debba recupera\u00adre questa capacit\u00e0. Per\u00f2 credo che se come sinistra ci facciamo carico di assumere un\u2019i\u00adniziativa che aiuti il partito a ritrovare que\u00adsta capacit\u00e0, noi avremo dato un aiuto no\u00adtevole non solo alla sinistra, n\u00e8 solo alla De\u00admocrazia Cristiana: noi avremo dato un con\u00adtributo a far uscire il Paese da una crisi gra\u00adve, probabilmente pi\u00f9 grave di quanto noi non immaginiamo.<\/div><\/div>[\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_raw_html]JTVCM2QtZmxpcC1ib29rJTIwbW9kZSUzRCUyMmZ1bGxzY3JlZW4lMjIlMjBpZCUzRCUyMjExMjE1JTIyJTIwdGVtcGxhdGUlM0QlMjJzaG9ydC13aGl0ZS1ib29rLXZpZXclMjIlNUQlNUIlMkYzZC1mbGlwLWJvb2slNUQ=[\/vc_raw_html][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_single_image image=&#8221;11199&#8243; img_size=&#8221;full&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;2\/3&#8243;][vc_column_text] Ciriaco De Mita (1928-2022) [\/vc_column_text][vc_column_text] Alcune fotografie di Carlo Donat-Cattin con Ciriaco De Mita [\/vc_column_text][vc_column_text] Scompare con Ciriaco De Mita una delle pi\u00f9 significative figure del cattolicesimo politico della seconda met\u00e0 del Novecento. \u00c8 stato il pi\u00f9 importante leader della \u201csinistra politica\u201d della Democrazia Cristiana, sovente in dialettica con quella [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":11,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/11185"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/11"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=11185"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/11185\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.fondazionedonatcattin.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=11185"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}