Unità d’Italia, 150 anni insieme. Tra utopia e disincanto
12-13 novembre 2010 - Centro Congressi Hotel Billia
In vista delle celebrazioni unitarie dei 150 anni dell'Unità d'Italia, si è aperto il cantiere della riflessione sul significato della celebrazione nazionale. I giovani, protagonisti nella due giorni valdostana, hanno presentato dei cortometraggi. 50 scuole hanno partecipato al concorso Giovani Idee, ma solo metà hanno potuto accedere alla fase finale di Saint Vincent. Vincitori di questa edizione i ragazzi del liceo classico di Molfetta (Bari), classe terza B, con il cortometraggio su un’intervista immaginaria a Giuseppe Garibaldi.
I Sonhora, vincitori del Festival di Sanremo 2008, hanno partecipato alla serata conclusiva del convegno. Un'occasione per i ragazzi per confrontarsi e dialogare con due giovani musicisti di successo.
La realizzazione dimostra di avere alle spalle un progetto narrativo e di messinscena elaborato e curato nei dettagli. La qualità anche tecnica del prodotto non soffoca la passione storica e morale che lo sostiene. Particolarmente apprezzabile la scelta dell’ambientazione in uno studio televisivo virtuale, rappresentando nella finzione narrativa un dialogo tra presente e passato, sullo sfondo dell’Unità d’Italia.
Convincente l’idea provocatoria di rilanciare la celebrazione dell’Unità invocandone il superamento in un contesto europeo e internazionale dal quale – al di là dell’adesione rituale – gli italiani tendono sostanzialmente a rifuggire. Apprezzabile l’elaborazione del tema in forma narrativa che esprime uno sguardo ironico e scanzonato sulla realtà.
Terzo classificato:
Fratelli d’Italia: il traguardo della solidarietà nazionale, le Marche e il nuovo Rinascimento artistico per il Risorgimento italiano
della classe V F dell’ITIS “E. Divini” di San Saverino Marche (MC).
Tecnicamente ben realizzato, il filmato è il risultato di un progetto costruito con cura. La messinscena scarna è funzionale alla qualità dell’operazione nel suo insieme. Persuasiva l’idea di partenza, che valorizza il contributo locale della “periferia” della Nazione alla costruzione di una coscienza unitaria prima di tutto culturale.
Due mani che si avvicinano su uno sfondo bianco. Origjnale la scelta di sviluppare il tema attraverso la potenza della metafora, mettendo in luce le motivazioni della convivenza civile oggi, a centocinquant’anni dall’Unità. La sintesi idea-immagine esprime una purezza di sguardo che evita ogni rischio di retorica storica e politica, per andare dritta al punto: perché degli adolescenti del 2010 dovrebbero credere nella comunità nazionale?